Codici: Vodafone down da giorni, invitiamo gli utenti a segnalare i disservizi per ottenere i ristori

Da Nord a Sud, sono giorni di passione per gli utenti Vodafone.

Disservizi per internet e telefonia

Durante lo scorso fine settimana si sono verificati dei disservizi per Vodafone che hanno interessato soprattutto la rete internet, con la navigazione che procedeva a singhiozzo o con una velocità estremamente lenta. Problemi che continuano ancora oggi e che, in alcuni casi, sono legati anche al servizio assistenza della compagnia.

Richiesta chiarimenti 

“Riteniamo doveroso da parte di Vodafone – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – spiegare il motivo di questi disservizi e, al tempo stesso, rendere noto quando è previsto il ritorno alla normalità. Sappiamo di problemi con internet, con la telefonia mobile ed anche con la rete fissa. C’è chi non riesce ad ottenere assistenza oppure chi riceve informazioni insufficienti, come la classica procedura di spegnere e riaccendere il modem”.

Quando scatta il rimborso

“È chiaro – prosegue Giacomelli – che la situazione non è accettabile ed è anche grave, perché, come detto, riguarda tutta Italia, con problemi ad esempio in Veneto come in Campania, nel Lazio come in Lombardia. È bene ricordare che l’Autorità per le Comunicazioni ha stabilito che i gestori telefonici sono obbligati a rimborsare i propri clienti in caso di prolungati e gravi disservizi”.

Assistenza consumatori

In attesa di chiarimenti da Vodafone, Codici invita gli utenti a segnalare disservizi con la rete internet oppure con la linea telefonica, sia mobile che fissa, per ottenere i ristori.

L’associazione Codici può supportarti, non esitare a contattarci!
Per informazioni scrivere a segreteria.sportello@codici.org

Focolaio in Rsa di Trapani, Codici presenta esposto in Procura

L’associazione Codici interviene con forza sul caso del focolaio esploso nell’ottobre scorso nella Rsa Villa Sorriso di Trapani.

L’esposto in Procura

Pronto un esposto alla Procura per fare luce su una vicenda tinta di giallo per il modo in cui si sarebbe diffuso il virus. A causare il decesso di otto anziani ed il contagio di tre dipendenti sarebbe stata, infatti, la presenza al lavoro di un’operatrice positiva al Covid19. “Abbiamo deciso di rivolgerci alla Procura – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – perché riteniamo doveroso fare chiarezza su questo caso, verificando sia l’operato della struttura che dell’azienda sanitaria. Sono mesi, ormai, che ci occupiamo dei contagi all’interno delle Rsa, fornendo assistenza legale ai parenti degli anziani ospiti per capire se sono stati rispettati i protocolli per prevenire e contrastare la diffusione del Covid19”.

Tanti aspetti da chiarire

“Riceviamo segnalazioni – continua Giacomelli -, veniamo contattati da persone che, giustamente, vogliono sapere se è stato fatto tutto per proteggere i loro cari. Ora è emerso questo focolaio, che risale all’ottobre scorso. Ci sono tante ombre, molti aspetti da approfondire e così si spiega il nostro esposto. È vero che un’operatrice era in turno pur essendo positiva al Covid19? È vero che il caso non è stato subito comunicato? È vero che non sono stati adottati immediatamente dei provvedimenti, come la sanificazionedei locali? Sono alcune delle domande a cui, a nostro avviso, bisogna dare una risposta, considerando tra l’altro che ci trovavamo nel pieno della pandemia e quindi non si può parlare di sorpresa o impreparazione. Se fossero confermate le indiscrezioni che stanno emergendo, saremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita”.

Al fianco dei parenti 

Quello della Rsa di Trapani non è l’unico caso di cui si sta occupando Codici. Sono tante le strutture per anziani su cui è intervenuta l’associazione (qui l’azione avviata), fornendo assistenza legale ai parenti degli ospiti per accertare se le norme antiCovid19 sono state rispettate, per verificare se è i protocolli sono stati seguiti ed appurare cosa ha causato il contagio e, in alcuni casi, il decesso degli anziani.

Contro l’usura, per la legalità

Sportelli Antiracket e Antiusura per aiutare chi si trova in difficoltà.

Attraverso queste strutture, diffuse sul territorio, l’associazione Codici da anni porta avanti un’azione per difendere chi è vittima di usura o estorsione ed anche per tutelare che si trova in condizioni a rischio.

Il pericolo sovraindebitamento

Usura e estorsione sono una minaccia costante, anche alla luce della difficile situazione economica. Lo certificano i rapporti periodici di istituzioni e forze dell’ordine. Attraverso gli Sportelli Antiusura e Antiracket, l’associazione Codici fornisce il proprio aiuto a chi si trova in condizioni di sovraindebitamento e rischia di finire in mano agli strozzinied alla criminalità organizzata. Importante, in questo senso, è informare per prevenire un fenomeno troppo stesso sottovalutato, anche per il silenzio che lo circonda, favorito dalla paura di denunciare.

La battaglia per la legalità

Oltre all’attività di ascolto, assistenza e sensibilizzazione, Codici è impegnata anche a contrastare usura ed estorsione in Tribunale. Una presenza nelle aule assidua quella dei legali dell’Associazione, al fianco delle vittime in tanti processi importanti.

Per avere informazioni sugli Sportelli Antiracket e Antiusura, 

per richiedere aiuto e assistenza 

è possibile inviare un’email a

segreteria.sicilia@codici.org

Codici: in aula per il processo Cutrara

Codici e la delegazione siciliana dell’associazione sono state ammesse come parti civili dal Gup di Palermo Tesoriere nel processo incardinato a seguito dell’operazione “Cutrara” condotta dalla Procura Antimafia di Palermo.

I principali indagati e i reati

Tra i principali indagati, Francesco Domingo, considerato dagli investigatori lo storico capomafia di Castellammare del Golfo, e Nicolò Rizzo, Sindaco della città, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Altri reati contestati ai numerosi imputati sono favoreggiamento ed estorsione.

Mafia e politica 

 “Il vincolo associativo – dichiara l’avvocato Giovanni Crimi, legale dell’associazione Codici – e la forza d’intimidazione che caratterizza il sodalizio mafioso scoperto dagli investigatori si prefiggono il controllo di attività economiche private con interventi nella pubblica amministrazione e da qui il coinvolgimento anche di politici. La circostanza che i sodali, con violenza e minaccia, costringevano le persone a rilasciare terreni condotti in locazione, a versare somme di denaro da destinare al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze dell’organizzazione, a rinunciare a trattamenti di fine rapporto, nonché ad eludere o ostacolare le investigazioni dell’Autorità, denota la forza criminale di cui il gruppo disponeva. Questi fatti, da cui emergerebbe la commistione tra mafia e politica, destano seria preoccupazione”.

Appello per la legalità 

Il Coordinamento per la Legalità della provincia di Trapani, di cui Codici fa parte, ha sollecitato l’intervento della Commissione Regionale Antimafia per indagare nella provincia di Trapani “… non solo su accordi tra mafia e politica, ma anche su tutti quegli Enti su cui aleggia l’ombra dell’influenza del voto di scambio con soggetti e secondo un sistema, presupposto di corruzione e malaffare, di ricerca illecita del consenso”. Secondo il Presidente della Commissione Claudio Fava, dalle indagini già espletate “… traspare chiaramente un’inquietante familiarità nei rapporti tra amministratori locali  ed esponenti delle cosche: un comportamento che mostra una permeabilità delle istituzioni e rafforza il prestigio dei boss  mafiosi nel territorio” e per tali motivi la Commissione ha deliberato una missione a Trapani per incontrare i rappresentanti  istituzionali attivi nell’azione di contrasto e di indagine, sindacati e le associazioni territoriali.

La prossima udienza è stata fissata per il 6 aprile per decidere sull’ammissione dei riti alternativi e sulle richieste di rinvio a giudizio. 

Codici: occhio a bollette e bonus, ancora troppa confusione nel settore Energia

Bonus elettrico - Comunità collinare "Piccolo anfiteatro morenico  canavesano"

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.
“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.
“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.
Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.
Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 3270043263.

Codici: turista morto in B&B a Trapani, accertata la negligenza e l’imprudenza dei responsabili

Il Tribunale di Trapani, con sentenza del 12 febbraio scorso, ha condannato a pene severe i responsabili della tragedia avvenuta nell’agosto del 2016 presso un B&B di Trapani, dove, a causa di esalazioni di monossido di carbonio provenienti da una canna fumaria, un turista è deceduto, mentre un altro ospite della struttura ha subito gravissime menomazioni permanenti.

L’azione di Codici 

L’associazione Codici è stata ammessa parte civile nel procedimento, con il patrocinio dell’avvocato Giovanni Crimi. “Dalla situazione dei luoghi e dalle evidenze scientifiche della consulenza tecnica disposta dalla Procura – dichiara il legale – non v’è dubbio che l’evento sia stato determinato dalla negligenza e dall’imprudenza dei titolari del B&B e dell’edificio, nonché del gestore del panificio, che utilizzava un forno con canna fumaria non conforme alle norme esistenti e non soggetta alle manutenzioni necessarie per il suo buon funzionamento”.

“L’impegno dell’associazione per la tutela dei turisti che utilizzano le strutture ricettive è continuo – aggiungono Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, e Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – e ci adopereremo, per quanto possibile, affinché non si verifichino altri casi simili”.

Segnalazioni 

Codici ha segnalato la problematica delle canne fumarie industriali utilizzate nei centri abitati e la questione della regolarità dei B&B al Comune ed all’Asp di Trapani, invitandoli ad effettuare gli opportuni controlli.

Codici: Msc citata in Tribunale per una crociera da incubo

Una crociera da incubo, una storia incredibile.

La disavventura di padre e figlio

Gli sfortunati protagonisti sono padre e figlio, residenti a Torino, per i quali l’associazione Codici ha chiesto il risarcimento danni ed il rimborso delle spese sostenute per una disavventura che difficilmente dimenticheranno. I due avevano prenotato lo scorso anno una crociera a bordo della Msc Splendida, con imbarco il 12 marzo a Dubai e sbarco il 28 marzo a Civitavecchia, e per due mesi sono rimasti bloccati negli Emirati Arabi, a proprie spese.

La richiesta di conferme 

“Ai primi di marzo – spiega Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – in seguito all’aumentare dei casi di Covid19 in Italia, i nostri assistiti hanno chiesto più volte conferma della possibilità di cancellare il viaggio, anche perché convinti della soppressione delle tappe in Oman e Giordania. In tutta risposta, Msc gli ha inviato l’8 marzo, quindi pochi giorni prima della partenza, i biglietti per la crociera, senza avvisarli né della variazione dell’itinerario, con il conseguente diritto di recedere dal viaggio senza penali, né del divieto di imbarco imposto per i residenti in Italia”.

L’arrivo a Dubai 

Padre e figlio sono quindi partiti sicuri che la crociera si sarebbe svolta regolarmente, hanno raggiunto Dubai in aereo partendo da Roma con scalo a Budapest, ma una volta a destinazione per loro è iniziato l’incubo. “Dopo un’attesa di circa 5 ore al check-in – prosegue Gallotta – i nostri assistiti hanno appreso che non si sarebbero potuti imbarcare. Fatto ancora più grave, Msc li ha praticamente abbandonati, costringendoli a trattenersi negli Emirati Arabi. Sono rimasti lì per ben 54 giorni, solo il 4 maggio, infatti, sono riusciti a trovare un volo per il rientro in Italia”.

Risarcimento e rimborso 

“Quanto accaduto è inammissibile – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è ancor più inaccettabile il disinteresse mostrato dalla compagnia nel cercare di risarcire i due crocieristi. Per questo abbiamo deciso di portare Msc in Tribunale e nell’udienza fissata per il prossimo novembre a Torino chiederemo per i nostri assistiti il risarcimento danni ed il rimborso delle spese sostenute per la crociera, per la permanenza forzata negli Emirati Arabi e per il rientro in Italia. Chiediamo una condanna esemplare, che serva da monito a tutte le compagnie, perché non è possibile trattare in questo modo i consumatori, ignorando i loro diritti”.

 Assistenza consumatori

Quello delle crociere è uno dei settori su cui Codici fornisce assistenza. In caso di viaggi cancellati o modificati, rimborsi negati, penali imposte è possibile contattare l’associazione.

L’associazione Codici può supportarti, non esitare a contattarci!

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org

Telefono 0952180387

Codici: class action per il rimborso dei voli cancellati da Volotea

Una storia che si ripete. È quella dei voli cancellati causa Covid19, anche se la pandemia sembra più che altro una scusa.

Le cancellazioni di Volotea

L’ultimo caso riguarda Volotea, compagnia aerea finita nei radar dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e su cui l’associazione Codici sta fornendo assistenza ai consumatori. “Nell’estate scorsa – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – la compagnia ha cancellato circa 8.000 voli. Nello specifico, circa 3.500 a giugno, circa 3.000 a luglio e circa 2.000 ad agosto. La motivazione fornita da Volotea è stata la pandemia”.

Le giustificazioni

“In realtà – prosegue Giacomelli – la giustificazione dell’emergenza Covid19 è valida fino ad un certo punto, perché in diversi casi non erano in vigore limitazioni agli spostamenti. Il paradosso è che quando invece il divieto per gli spostamenti c’era, chi ha dovuto rinunciare al volo si è visto negare dalla compagnia il rimborso con la motivazione che non era stato cancellato. Un comportamento scorretto. Stiamo affiancando l’Antitrust nelle verifiche e, naturalmente, siamo al fianco dei viaggiatori, a cui stiamo fornendo assistenza perché ci sono diritti che non possono essere negati e ignorati”.

Rimborsi negati 

“C’è un altro aspetto grave in questa vicenda – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – ed è quello legato al rimborso. La norma prevede che al viaggiatore debba essere proposta un’alternativa: rimborso o riprotezione. Dalla compagnia, invece, è arrivata l’imposizione del voucher, come se non bastasse di un valore inferiore al biglietto acquistato. Chi ha provato ad avere chiarimenti, non è riuscito ad avere risposte dal servizio assistenza, né via chat né al telefono. La situazione si è protratta per mesi, tra l’altro in un quadro generale segnato dall’intervento di Enac, proprio sulla scia delle proteste e delle segnalazioni dei viaggiatori e delle associazioni dei consumatori, con il richiamo alle compagnie aeree a rispettare l’obbligo di rimborsare i passeggeri con voli programmati sugli aeroporti situati nelle zone rosse e arancioni e che, per motivi indipendenti dalla loro volontà, non potevano usufruire del volo”.

La class action 

I viaggiatori che hanno avuto problemi a causa della cancellazione di un volo Volotea a partire dal 13 maggio scorso possono richiedere l’assistenza di Codici. L’associazione ha avviato una class action per i rimborsi.

Per info: segreteria.sicilia@codici.org oppure telefonare al 0952180387

Codici: i pensionati non devono pagare per gli errori dell’Inps nei conteggi

Poche righe, sufficienti a gettare nel panico un pensionato.

L’Inps batte cassa

In questi giorni l’associazione Codici ha ricevuto segnalazioni e richieste di chiarimenti in merito ad una breve comunicazione con cui l’Inps impone la restituzione dell’importo maggiore erogato per la pensione. Un errore addebitato in automatico al pensionato, anche se non è detto che la responsabilità sia effettivamente di quest’ultimo.

Quando la richiesta non è legittima

“In alcuni casi – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – parliamo di somme anche considerevoli, migliaia di euro, e quindi è comprensibile la preoccupazione dei pensionati. Di fronte a queste situazioni, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Non è detto, infatti, che le somme richieste debbano essere restituite. Bisogna verificare che la richiesta sia legittima, nel qual caso è bene ricordare che il pagamento può essere rateizzato. Nel caso in cui, invece, la richiesta non fosse legittima, perché l’errore non è stato commesso dal pensionato, allora si aprono altri scenari.

Le sentenze dalla parte dei pensionati

“È l’istituto – conclude Giacomelli – che deve dimostrare di non aver sbagliato. Ci sono pronunce importanti da parte della Corte di Cassazione e del Tribunale di Roma, che fissano dei paletti che non possono essere aggirati. Il consiglio che rivolgiamo ai pensionati è di verificare la legittimità della richiesta, senza farsi prendere dal panico, perché non è detto che l’Inps abbia ragione”.

Codici è a disposizione con i suoi esperti per verificare la legittimità delle richieste dell’Inps. 

L’associazione Codici può supportarti nel caso di problemi con l’Inps per la pensione, non esitare a contattarci!

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org o telefonare al 095.2180387