CORTE DI CASSAZIONE: CONSULENZA TECNICA – , ORDINANZA N. 3717 DEL 08/02/2019 – IL GIUDICE E’ SEMPRE TENUTA A DISPORLA

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Un’altra importante pronuncia  della Corte di Cassazione che conferma l’orientamento in materia di CTU contabile nelle controversie di natura bancaria

La consulenza tecnica di ufficio, non essendo qualificabile come mezzo di prova in senso proprio, perché volta ad aiutare il giudice nella valutazione degli elementi acquisiti o nella soluzione di questioni necessitanti specifiche conoscenze, è sottratta alla disponibilità delle parti ed affidata al prudente apprezzamento del giudice di merito.
Questi può affidare al consulente non solo l’incarico di valutare i fatti accertati o dati per esistenti (consulente deducente), ma anche quello di accertare i fatti stessi (consulente percipiente), ed in tal caso è necessario e sufficiente che la parte deduca il fatto che pone a fondamento del suo diritto e che il giudice ritenga che l’accertamento richieda specifiche cognizioni tecniche.
Corte di Cassazione Sez. 3 – , Ordinanza n. 3717 del 08/02/2019

 

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Anziani vessati, due a giudizio Giustizia lumaca: processo nel 2020

casa di riposo lager, ospizio lager amministratrice a processo, catania casa di riposo lagerCATANIA – Rinvio a giudizio per l’amministratrice e la dipendente della comunità alloggio per anziani “Nostra Signora di Lourdes” di Calatabiano, accusate di aver ripetutamente maltrattato gli anziani ospiti della struttura. Così ha deciso il gup di Catania Anna Maria Cristaldi, su richiesta del pubblico ministero Francesco Camerano. Le due donne, Paolina Carmela Leotta e Giuseppina Tomarchio, assistite dal legale Salvo Leotta, dovranno comparire davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Catania il 7 gennaio 2020. Sono accusate di maltrattamenti, aggravati dalla crudeltà e dai futili motivi, di appropriazione indebita e di abbandono e circonvenzione di persone incapaci. Si sono costituiti parte civile una delle ospiti della casa di riposo, con il legale Michele Pansera, e l’associazione Codici di Catania.

L’INCHIESTA – Nel dicembre del 2016 il gip Daniela Monaco Crea dispone il sequestro della comunità alloggio per anziani “Nostra Signora di Lourdes”, nel pieno centro storico di Calatabiano. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Giarre, coordinate dalla Procura di Catania, avrebbero svelato una serie di episodi di maltrattamenti di cui sarebbero stati vittime sei ospiti della casa di riposo, uomini e donne di età compresa tra i 70 ed i 90 anni. E’ un’ex dipendente della struttura a rivelare ciò che sarebbe accaduto dentro quei locali. Condizioni igieniche allarmanti, offese ed umiliazioni continue, scarsa alimentazione ed anche violenze fisiche. Episodi reiterati nel tempo. In alcuni casi gli ospiti sarebbero stati lasciati per giornate intere, senza essere puliti e cambiati, nei letti inzuppati di urine e feci. Un’unica spugna sporca sarebbe poi stata usata per lavarli. Un’anziana donna, addirittura, sarebbe stata spogliata e costretta a sfilare, subendo pesanti umiliazioni, davanti agli ospiti di sesso maschile. E poi pugni in testa, strattoni, schiaffi ed altre violenze avrebbero subito gli ospiti che non ubbidivano. Un altro ospite con una grave disabilità fisica, invece, sarebbe stato circuito dalle imputate e indotto a cedere loro svariate somme di denaro.

 

fonte: https://catania.livesicilia.it/2019/04/17/anziani-vessati-due-a-giudizio-giustizia-lumaca-processo-nel-2020_493869/

COMUNICATO STAMPA

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Codici: finalmente la class action è legge

È un giorno speciale per i consumatori. Questa mattina, con un’ampia maggioranza, il Senato ha approvato il ddl sulla class action, che diventa così legge.

Plaudiamo a questa votazione – commenta il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – con questa legge vengono introdotte nuove misure importanti a tutela dei consumatori”.

L’attuale disciplina viene spostata dal Codice del Consumo al Codice di Procedura Civile, che ha una portata più ampia. L’azione sarà sempre esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione a lesione di “diritti individuali omogenei”. In sostanza chi ha subito uno stesso danno potrà far fronte comune avviando una causa unica. Tra le novità c’è anche la possibilità di aderire alla class action non solo nella fase successiva all’ordinanza, ma anche in quella che segue la sentenza, entro determinati termini. C’è poi il passaggio di competenza alla sezione dei tribunali specializzata in materia d’impresa.

Avevamo auspicato tempi brevi per il via libera alla legge, preoccupati dopo che la proposta si era arenata nel 2015 – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – siamo contenti del voto di oggi in Senato, perché si apre una nuova pagina per i consumatori e per le associazioni che li tutelano”.

La class action sarà rivolta ad imprese ed enti gestori di servizi pubblici o pubblica utilità.

Roma, 3 aprile 2019

centro.pngCODICI Sede Nazionale: via Giuseppe Belluzzo, 1 – 00149 Roma ufficio_stampa@codici.orghttp://www.codici.org

Condanne dopo il blitz “Redivivi”, in appello l’esame di due poliziotti

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Gela: Verranno sentiti due poliziotti, uno della mobile di Caltanissetta e l’altro del commissariato di Gela, nel corso del giudizio di secondo grado partito dopo le condanne emesse dal collegio penale del tribunale contro gli imputati coinvolti nell’inchiesta antimafia “Redivivi”. Sono tutti accusati di aver fatto parte del presunto gruppo Trubia, che avrebbe imposto una sorta di monopolio nella raccolta della plastica e nelle guardianie in alcune aree rurali della città. Nel corso dell’indagine, emerse anche la disponibilità di armi e droga. Con la sentenza di primo grado sono stati comminati dodici anni di reclusione a Vincenzo Trubia, nove anni al ventottenne Rosario Trubia, otto anni e otto mesi complessivi a Davide Trubia (che rispondeva anche di estorsioni risalenti nel tempo), otto anni e cinque mesi per Nunzio Trubia, sette anni e un mese a Ruggiero Biundo, sette anni ciascuno a Luca Trubia e Simone Trubia, sei anni e dieci mesi a Rosario Caruso e un anno e quattro mesi per il ventinovenne Rosario Trubia. Il collegio, invece, ha assolto tutti gli imputati dall’accusa di aver imposto la consegna della plastica dismessa agli imprenditori agricoli della fascia trasformata, quella tra Bulala e Mignechi al confine con la provincia di Ragusa.

I difensori hanno però prodotto il verdetto emesso nelle scorse settimane nei confronti di altri presunti complici. In questo caso, il gup del tribunale di Caltanissetta ha fatto cadere diverse accuse. Elementi che dovranno essere valutati dai giudici della Corte d’appello di Caltanissetta ai quali si sono rivolti i legali degli imputati, gli avvocati Flavio Sinatra, Nicoletta Cauchi e Carmelo Tuccio. Parti civili sono l’antiracket “Gaetano Giordano” e la Fai (con l’avvocato Giuseppe Panebianco), gli operatori estromessi dall’arrivo dei Trubia (con l’avvocato Giovanni Bruscia), il Comune (con il legale Marco Granvillano) e l’associazione Codici Sicilia (rappresentata dall’avvocato Mario Campione).

fonte: https://www.quotidianodigela.it/condanne-dopo-il-blitz-redivivi-in-appello-lesame-di-due-poliziotti/

Bollette, in netto calo le tariffe di gas (-9,9%) ed elettricità (-8,5%)

Bollette, in netto calo le tariffe di gas (-9,9%) ed elettricità (-8,5%)

MILANO – Famiglie e piccole imprese devono ringraziare un inverno mite, con temperature sopra la media. Nonché il mercato delle materie prime a livello internazionale, con i prezzi che si sono allineati al ribasso tra Asia ed Europa. Sono questi i due elementi che hanno favorito la netta diminuzione delle tariffe dell’energia previste per i prossimi tre mesi.

Come in parte già avvenuto nei primi tre mesi del 2019, nel secondo trimestre dell’anno (da primo aprile a fine giugno) si è accentuata la tendenza al ribasso delle bollette: l’elettricità – per gli utenti che sono ancora non sono passati al mercato libero – costerà mediamente l’8,5% in meno, mentre per il gas  naturale la riduzione sarà ancora più alta, pari al 9,9%.

I fattori che hanno determinato la riduzione delle bollette sono sostanzialmente due. Da un lato, abbiamo avuto una stagione invernale “con temperature non troppo rigide”, come si legge nella nota ufficiale dell’Autorità per l’energia deputata per legge all’adeguamento trimestrale delle tariffe nel mercato tutelato. Dall’altra, c’è stata una contrazione dei prezzi per l’approvvigionamento del gas sui mercati internazionali. In altre parole: il metano sul mercato all’ingrosso ha visto scendere le quotazioni, con l’aggiunta di una minore domanda dovuta alle temperature più elevate. Un tempo, le quotazioni del gas erano allineata a quelle del petrolio e ne seguivano l’andamento sui mercati. Negli ultimi anni i due mercati sono diventati sempre più autonomi, in particolare dopo la crescita del mercato del Gas Naturale Liquido (Gnl), con la materia prima che viene venduto in giro per il mondo trasportato via nave.

A cascata, l’andamento del prezzo del gas naturale ha influito anche sulla bolletta della luce. In Italia, la produzione di energia elettrica dipende per oltre il 55 per cento dalle centrali a ciclo combinato, le quali sono alimentate a gas. Di conseguenza, il costo dell’elettricità è legata a filo doppio a quello del gas: scendendo il prezzo della materia prima in automatico cala anche la bolletta.

Secondo quanto calcolato dalla stessa Authority, gli effetti sulla famiglia tipo (al lordo della tasse) prevedono una spesa di 565 euro per l’elettricità nel corso dell’anno e di 1.157 per il gas.

 

fonte: https://www.repubblica.it/economia/2019/03/26/news/bollette_in_netto_cale_le_tarriffe_di_gas_-8_5_ed_elettricita_-9_9_-222563979/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Tlc, l’Italia al bivio: le gravi conseguenze della guerra dei prezzi

Tariffe_cellulari_sim_euro_Marka-kJ7B--835x437@IlSole24Ore-WebAgli esuberi annunciati da Vodafone Italia ne potrebbero seguire presto altri. Uno scenario più che prevedibile. L’arrivo di Iliad è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E anche nel fisso il “caso” Sirti rappresenta l’ennesimo segnale di sofferenza

Si voleva garantire la concorrenza e invece si è (ri)messo in grave difficoltà un mercato, quello delle Tlc, che aveva già pagato caro il prezzo della crisi economica iniziata nel 2008 e della guerra dei prezzi. Noi di Corcom ci avevamo visto più che lungo: la decisione della Commissione europea di vincolare la fusione Wind Tre alla discesa in campo di un quarto operatore mobile – nel caso specifico Iliad – era sembrata fin da subito una mossa “incauta” e non priva di effetti rischiosi sul fronte della competizione e soprattutto della tenuta mercato.

Ebbene è bastato poco meno di un anno – il debutto di Iliad risale alla scorsa primavera – ad assestare al mercato italiano delle Tlc uno dei più duri colpi della sua storia. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di difficoltà. Difficoltà, che ovviamente vengono da lontano e sono strutturali, ma il 2018 è stato un anno “spartiacque”. I conti sono tutti al ribasso e la curva si è ancor più velocemente orientata verso il basso dopo il debutto del quarto operatore mobile: fatturati e profitti sono tutti in calo, i margini sempre più risicati, e la perdita e la “frammentazione” della clientela va avanti.

L’annuncio di 1.130 esuberi da parte di Vodafone Italia si può come sempre leggere in due modi: da un lato mostra tutta la debolezza di un settore che soffre, dall’altro le riorganizzazioni sono inevitabili per rimettersi in sesto. Ancor di più considerato che siamo alla vigilia del cantiere 5G. La riorganizzazione dell’azienda guidata da Aldo Bisio è inevitabile e determinante per garantire un futuro sostenibile – questa la logica alla base del piano industriale. E operazioni, come quella del network sharing – a partire da quello appena annunciato da Tim e Vodafone – saranno determinanti.

Paradosso dei paradossi, nemmeno Iliad se la sta vedendo poi così bene: l’entusiasmo del “boom” dei primi mesi si sarebbe (già) spento. La casa madre non ha ancora svelato i dati dell’ultimo trimestre 2018 ma stando a rumors di stampa la società guidata da Benedetto Levi avrebbe nettamente frenato la forte avanzata. E ha fatto notizia, a febbraio, l’ulteriore tonfo in Borsa del Gruppo francese, il cui titolo in un anno ha perso il 56%. E fare in Borsa peggio di Telecom Italia – hanno subito commentato gli analisti – è davvero difficile. E per restare a Tim, in quanto a esuberi e riorganizzazione non ha rivali: 4.300 i dipendenti in uscita a cui potrebbero aggiungersene circa 300 per effetto di Quota 100. Il piano Genish prevedeva la cassa integrazione per 29.736 lavoratori poi convertito a giugno con la solidarietà. Ora bisognerà vedere che fine faranno gli altri 21.000 di “troppo” anche e soprattutto tenendo conto delle decisioni in merito alla scorporo della rete e all’eventuali integrazione degli asset con quelli di Open Fiber.

Anche sul fronte delle Tlc fisse le cose non vanno beneSirti ha annunciato nei giorni scorsi 833 esuberi. E in questo caso l’operazione è figlia della mancata crescita del mercato della fibra e di commesse sempre più al ribasso.

Nonostante i “mali” strutturali le telco continuano a sfidarsi a colpi di offerte al ribasso, in particolare sul fronte mobile– i prezzi finali hanno registrato in pochi mesi un taglio di oltre il 20% – che stanno “abituando” i consumatori alla logica delle decine di Giga unlimited. Ci si chiede dunque da cosa saranno generati i profitti del 5G lato consumer, visto che anche sui dati, dopo voce e sms, la competizione non si sta facendo in termini di servizi e applicazioni a valore aggiunto ma sulla mera quantità di Giga.

fonte: https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/tlc-litalia-al-bivio-le-gravi-conseguenze-della-guerra-dei-prezzi/

Mafia, operazione “Anno Zero”: ammesse nuove accuse per quattro imputati

 La difesa ha tentato di opporsi all’ingresso di carte con nuove accuse, ma il gup di Palermo Cristina Lo Bue, dopo una camera di consiglio, ha ammesso ha ammesso le richieste dei pubblici ministeri della Dda nel procedimento che vede alla sbarra degli imputati i 29 presunti mafiosi e fiancheggiatori coinvolti nell’operazione “Annozero” (19 aprile 2018).

Le nuove accuse (due estorsioni e un danneggiamento) vengono contestate al presunto nuovo “reggente” della famiglia mafiosa di Mazara, Dario Messina, al petrosileno Marco Buffa, uno dei pochi a essere tornato in libertà (è difeso da Luisa Calamia), e ai campobellesi Filippo Dell’Aquila e Raffaele Urso. Ai primi due si contesta un’estorsione al Bar Fiocca di Marsala.

Ad alcuni, inoltre, si addebita un’altra estorsione (in danno di un certo Pitti) e l’incendio di un camion. Venerdì prossimo, intanto, dovrebbero essere avanzate alcune richieste di processo con rito abbreviato. Per gli altri, il gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio davanti il Tribunale di Marsala. Nella precedente udienza, il gup aveva ammesso come parti civili Sicindustria, Antiracket Trapani (avv. Giuseppe Novara), Centro “Pio la Torre”, “La verità vive” di Marsala (avv. Peppe Gandolfo), Codici Sicilia (avv. Giovanni Crimi), Antiracket Alcamo, Comune Castelvetrano e l’ex consigliere comunale del Pd Pasquale Calamia, che tra il 2008 e il 2013 subì alcune intimidazioni. Imputati sono anche i principali “colonnelli” di Messina Denaro, tra i quali due dei quattro cognati: Rosario Allegra e Gaspare Como. Nel blitz emerse l’interesse del clan nel settore delle scommesse, attraverso la gestione di numerosi punti gioco, oltre ai reati di estorsione e danneggiamenti. Tra gli imputati, oltre a Messina, Buffa, Urso, Dell’Aquila, Allegra e Como, anche Nicola Accardo, ritenuto il capomafia di Partanna, i castelvetranesi Giuseppe Tilotta, Calogero Guarino, Leonardo Milazzo, Giuseppe Paolo Bongiorno, Vittorio Signorello, e Antonino Triolo, i campobellesi Vincenzo La Cascia, Vito Bono, Mario Tripoli, Angelo Greco e Andrea Valenti, i mazaresi Giovanni Mattarella e Bruno Giacalone, mentre di concorso esterno è accusato il castelvetranese Carlo Cattaneo, imprenditore nel settore scommesse on line. Anche Tripoli e Cattaneo hanno, da tempo, lasciato il carcere (a fine maggio 2018, il secondo fu posto ai domiciliari). Tra gli avvocati difensori, oltre a Luisa Calamia, anche Vito Cimiotta, legale di Dario Messina e Bruno Giacalone, Giuseppe Pantaleo, Enzo Salvo, Walter Marino e Gianni Caracci.

Fonte: https://m.tp24.it/2019/03/16/antimafia/mafia-operazione-anno-zero-ammesse-accuse-quattro-imputati/132077