CODICI: indebitamento e problemi con banche e finanziarie, assistenza speciale per cittadini e aziende in difficoltà

Emergenza sanitaria e non solo. La pandemia ha inferto un colpo durissimo ad un’economia già traballante, mettendo in ginocchio tantissimi italiani.

La crisi economica

Da mesi tra le richieste di assistenza che arrivano agli Sportelli dell’associazione Codici, molte riguardano casi di indebitamento e di rapporti difficili con banche e finanziarie. “La situazione è drammatica – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, tantissimi cittadini non sono in grado di sostenere le scadenze, c’è chi non riesce a far fronte agli impegni pregressi e chi si ritrova oggetto di azioni di pignoramento o ipoteche giudiziali. Ci sono poi problemi a livello di prestiti personali e cessioni del quintomutui ipotecari e decreti ingiuntivifinanziamenti e derivati. E tutto questo, in diversi casi, porta alla segnalazione nelle banche dati riservate ai debitori”.

Pericolo sovraindebitamento

“Sono casi limite meno rari di quanto si possa immaginare – sottolinea Giacomelli – e che necessitano della massima attenzione, perché il passo successivo è il sovraindebitamento, che spesso è l’anticamera dell’usura. Alla luce di un quadro così grave e delle segnalazioni che riceviamo, abbiamo deciso di potenziare il servizio di assistenza ai cittadini ed alle aziende che si trovano in una condizione di indebitamento e che hanno problemi a rapportarsi con banche e finanziarie”.

Gli strumenti di aiuto

“In questi casi – conclude Giacomelli – è importante non abbattersi e non arrendersi, perché gli strumenti per trovare una soluzione ai debiti ci sono, è possibile ottenerne l’annullamento o la riduzione, rateizzarli o posticiparli. Per farlo, per studiare documenti non sempre di facile comprensione può risultare utile l’assistenza di un esperto e, in determinati casi, di un avvocato. Siamo pronti a metterli a disposizione dei privati e delle aziende in difficoltà, che possono rivolgersi alla nostra associazione per avere chiarimenti, per trovare una soluzione ad una condizione di indebitamento”.

Assistenza speciale

Gli Sportelli di Codici sono a disposizione di privati ed aziende che si trovano in una situazione di indebitamento ed in difficoltà, ad esempio, con prestiti personali e cessioni del quinto, con conti correnti, mutui ipotecari e derivati. 

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Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org
Telefono 095.2180387

Mafia e scommesse, Codici parte civile nel processo di Palermo

L’associazione Codici è stata ammessa come parte civile dal Gup di Palermo nel processo a carico di Francesco Paolo Maniscalco ed altri per i reati di associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori perpetrati nel campo dei giochi e delle scommesse regolarmente autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Stato.

La scommessa di Cosa Nostra 

“Quello che emerge in maniera netta – afferma l’avvocato Giovanni Crimi, legale di Codici – è l’interesse della mafia per il settore del gioco e delle scommesse, caratterizzato dall’introito nelle casse dell’organizzazione di ingenti somme di denaro, che vengono utilizzate per le esigenze delle famiglie mafiose e per essere riciclato in attività economiche gestite dall’organizzazione criminale stessa. Capitali utilizzati, al tempo stesso, per rafforzare sul territorio le capacità operative del gruppo mafioso”.

L’operazione “All in” 

Attraverso l’operazione “All in”, gli specialisti antimafia del Gico del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo hanno scoperto l’infiltrazione di Cosa Nostra nel lucroso settore economico della gestione dei giochi e delle scommesse sportive (qui i dettagli dell’operazione). In particolare, è stata portata alla luce un’organizzazione criminale che, grazie all’abilità imprenditoriale di alcuni indagati ed ai benefici derivanti da accordi “di reciproco vantaggio” costituiti negli anni con i principali mandamenti mafiosi palermitani, aveva acquisito la disponibilità di un numero sempre maggiore di licenze e concessioni per l’esercizio della raccolta delle scommesse, fino alla creazione di un “impero economico” costituito da imprese giunte nel tempo a gestire volumi di gioco per circa 100 milioni di euro, formalmente intestate a “prestanome” compiacenti. Arresti, sequestri fino ad arrivare al processo, in cui l’associazione Codici è pronta a fare la sua parte a difesa della legalità.

Codici: cessione del quinto beffa per una consumatrice, scatta la diffida e la banca paga quanto dovuto

Sembra incredibile, ma succede anche questo.

Rimborso deludente

È ai limiti del paradossale la vicenda segnalata dalla delegazione siciliana dell’associazione Codici, impegnata ad assistere, con successo, la signora Bianchi, nome di fantasia per tutelarne la privacy. È il 2006 quando la donna stipula un contratto di cessione del quinto dello stipendio. Al momento dell’estinzione anticipata, siamo nel 2016, l’intermediario provvede a restituirle l’importo, pari a circa 135 euro. A quel punto la signora Bianchi decide rivolgersi a Codici Sicilia per far esaminare la documentazione e capire se può ottenere un rimborso maggiore.

Le verifiche 

“La pratica è stata studiata dai nostri esperti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed il pool siciliano si è subito reso conto che alla signora spettava molto di più di quanto riconosciuto dall’istituto. Alla luce di quanto accaduto, rilanciamo l’invito ai consumatori a fare attenzione alla documentazione inviata dalla banca e, nel caso di dubbi, a chiedere assistenza”.

Scatta la diffida

Inviata la diffida all’istituto di credito, la signora Bianchi ha ottenuto quanto dovuto, ovvero circa 2mila euro. “Dai casi che giungono periodicamente alla nostra associazione – dichiara l’avvocato Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – ci siamo resi conto che in caso di estinzione anticipata di contratti di cessione del quinto, le banche e le finanziarie tendono a non rimborsare quanto effettivamente spettante al consumatore. È necessario, quindi, che chiunque si trovi in questa situazione faccia analizzare la propria posizione per verificare se effettivamente ha ottenuto quanto spettante, in modo tale da potersi attivare per avere eventualmente un rimborso. Bisogna ricordare che per chiedere il rimborso delle somme spettanti c’è tempo fino a 10 anni dall’estinzione del contratto di cessione del quinto”.

Assistenza consumatori 

Gli esperti di Codici sono a disposizione dei consumatori alle prese con dubbi o problemi con banche e finanziarie

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Prestito da incubo per un risparmiatore, grazie all’intervento di Codici ottenuta l’estinzione del debito con la banca

Disavventura a lieto fine per un risparmiatore grazie all’intervento di Codici, in azione con la delegazione siciliana.

Dal prestito al decreto ingiuntivo

Protagonista il signor Rossi, nome di fantasia per tutelare la privacy del consumatore che si è rivolto allo Sportello di Catania dell’associazione dopo aver ricevuto un decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, emesso dal Tribunale di Catania di circa 12mila euro oltre a spese legali ed interessi da parte di un istituto di credito per un’apertura di credito su conto corrente, non estinta a causa di difficoltà economiche, e che nel corso degli ha maturato interessi su interessi.

Le verifiche

“Abbiamo deciso di rendere nota questa vicenda – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – in quanto riteniamo che debba servire da insegnamento. Quanto accaduto, infatti, dimostra l’importanza di chiedere aiuto, perché ci sono strumenti a cui è possibile fare ricorso per risolvere situazioni all’apparenza disperate”. Dopo aver valutato attentamente il caso, sono state analizzate la richiesta dell’istituto di credito, individuando alcune anomalie bancarie tali da poter rideterminare il saldo debitore, e la situazione finanziaria e patrimoniale complessiva del signor Rossi.

Debito estinto

Sulla base degli elementi a disposizione, sono iniziate quindi le trattative per raggiungere una transazione a saldo e stralcio entro il termine di scadenza di 40 giorni per proporre l’opposizione al decreto ingiuntivo. Ebbene, dopo un’estenuante trattativa, è stato raggiunto un accordo assolutamente vantaggioso per il signor Rossi, prevedendo l’estinzione del totale debito mediante il pagamento dell’importo complessivo a saldo e stralcio di 3mila euro pagabile in 6 rate mensili. Il risultato è stato quindi un risparmio netto di oltre 9mila euro e l’estinzione del debito con la banca

Saldo e stralcio

“Di fronte ad un’azione di recupero da parte di una banca o di una finanziaria – afferma l’avvocato Mario Campione, Responsabile della delegazione provinciale di Catania di Codici – qualora una completa analisi del debito e della situazione economica del debitore suggerisca, dove possibile, di tentare la definizione stragiudiziale della vertenza a saldo e stralcio, bisogna anche far comprendere al consumatore-debitore che i risultati potrebbero essere anche molto convenienti, come dimostra questa vicenda, talvolta anche con risultati migliori di quanto si potrebbe ottenere giudizialmente”.

Anomalie e illegittimità

“È indubbio – aggiunge l’avvocato Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – che oggi la difesa del consumatore dai debiti bancari non può prescindere da un’attenta fase preliminare di valutazione della documentazione bancaria volta a far emergere eventuali anomalie e illegittimità dei contratti di finanziamento, che consentano di poter ottenere a seguito di un’apposita negoziazione la chiusura stragiudiziale delle pendenze debitorie con un forte sconto per il debitore”.

Assistenza consumatori 

Codici è pronta a fornire assistenza con i propri legali ed i propri esperti per problematiche finanziarie. È possibile mettersi in contatto con l’associazione dei consumatori scrivendo a segreteria.sicilia@codici.org, telefonando al numero 095.2180387 oppure rivolgendosi allo Sportello più vicino.

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Codici: Vodafone down da giorni, invitiamo gli utenti a segnalare i disservizi per ottenere i ristori

Da Nord a Sud, sono giorni di passione per gli utenti Vodafone.

Disservizi per internet e telefonia

Durante lo scorso fine settimana si sono verificati dei disservizi per Vodafone che hanno interessato soprattutto la rete internet, con la navigazione che procedeva a singhiozzo o con una velocità estremamente lenta. Problemi che continuano ancora oggi e che, in alcuni casi, sono legati anche al servizio assistenza della compagnia.

Richiesta chiarimenti 

“Riteniamo doveroso da parte di Vodafone – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – spiegare il motivo di questi disservizi e, al tempo stesso, rendere noto quando è previsto il ritorno alla normalità. Sappiamo di problemi con internet, con la telefonia mobile ed anche con la rete fissa. C’è chi non riesce ad ottenere assistenza oppure chi riceve informazioni insufficienti, come la classica procedura di spegnere e riaccendere il modem”.

Quando scatta il rimborso

“È chiaro – prosegue Giacomelli – che la situazione non è accettabile ed è anche grave, perché, come detto, riguarda tutta Italia, con problemi ad esempio in Veneto come in Campania, nel Lazio come in Lombardia. È bene ricordare che l’Autorità per le Comunicazioni ha stabilito che i gestori telefonici sono obbligati a rimborsare i propri clienti in caso di prolungati e gravi disservizi”.

Assistenza consumatori

In attesa di chiarimenti da Vodafone, Codici invita gli utenti a segnalare disservizi con la rete internet oppure con la linea telefonica, sia mobile che fissa, per ottenere i ristori.

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Focolaio in Rsa di Trapani, Codici presenta esposto in Procura

L’associazione Codici interviene con forza sul caso del focolaio esploso nell’ottobre scorso nella Rsa Villa Sorriso di Trapani.

L’esposto in Procura

Pronto un esposto alla Procura per fare luce su una vicenda tinta di giallo per il modo in cui si sarebbe diffuso il virus. A causare il decesso di otto anziani ed il contagio di tre dipendenti sarebbe stata, infatti, la presenza al lavoro di un’operatrice positiva al Covid19. “Abbiamo deciso di rivolgerci alla Procura – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – perché riteniamo doveroso fare chiarezza su questo caso, verificando sia l’operato della struttura che dell’azienda sanitaria. Sono mesi, ormai, che ci occupiamo dei contagi all’interno delle Rsa, fornendo assistenza legale ai parenti degli anziani ospiti per capire se sono stati rispettati i protocolli per prevenire e contrastare la diffusione del Covid19”.

Tanti aspetti da chiarire

“Riceviamo segnalazioni – continua Giacomelli -, veniamo contattati da persone che, giustamente, vogliono sapere se è stato fatto tutto per proteggere i loro cari. Ora è emerso questo focolaio, che risale all’ottobre scorso. Ci sono tante ombre, molti aspetti da approfondire e così si spiega il nostro esposto. È vero che un’operatrice era in turno pur essendo positiva al Covid19? È vero che il caso non è stato subito comunicato? È vero che non sono stati adottati immediatamente dei provvedimenti, come la sanificazionedei locali? Sono alcune delle domande a cui, a nostro avviso, bisogna dare una risposta, considerando tra l’altro che ci trovavamo nel pieno della pandemia e quindi non si può parlare di sorpresa o impreparazione. Se fossero confermate le indiscrezioni che stanno emergendo, saremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita”.

Al fianco dei parenti 

Quello della Rsa di Trapani non è l’unico caso di cui si sta occupando Codici. Sono tante le strutture per anziani su cui è intervenuta l’associazione (qui l’azione avviata), fornendo assistenza legale ai parenti degli ospiti per accertare se le norme antiCovid19 sono state rispettate, per verificare se è i protocolli sono stati seguiti ed appurare cosa ha causato il contagio e, in alcuni casi, il decesso degli anziani.

Contro l’usura, per la legalità

Sportelli Antiracket e Antiusura per aiutare chi si trova in difficoltà.

Attraverso queste strutture, diffuse sul territorio, l’associazione Codici da anni porta avanti un’azione per difendere chi è vittima di usura o estorsione ed anche per tutelare che si trova in condizioni a rischio.

Il pericolo sovraindebitamento

Usura e estorsione sono una minaccia costante, anche alla luce della difficile situazione economica. Lo certificano i rapporti periodici di istituzioni e forze dell’ordine. Attraverso gli Sportelli Antiusura e Antiracket, l’associazione Codici fornisce il proprio aiuto a chi si trova in condizioni di sovraindebitamento e rischia di finire in mano agli strozzinied alla criminalità organizzata. Importante, in questo senso, è informare per prevenire un fenomeno troppo stesso sottovalutato, anche per il silenzio che lo circonda, favorito dalla paura di denunciare.

La battaglia per la legalità

Oltre all’attività di ascolto, assistenza e sensibilizzazione, Codici è impegnata anche a contrastare usura ed estorsione in Tribunale. Una presenza nelle aule assidua quella dei legali dell’Associazione, al fianco delle vittime in tanti processi importanti.

Per avere informazioni sugli Sportelli Antiracket e Antiusura, 

per richiedere aiuto e assistenza 

è possibile inviare un’email a

segreteria.sicilia@codici.org

Codici: in aula per il processo Cutrara

Codici e la delegazione siciliana dell’associazione sono state ammesse come parti civili dal Gup di Palermo Tesoriere nel processo incardinato a seguito dell’operazione “Cutrara” condotta dalla Procura Antimafia di Palermo.

I principali indagati e i reati

Tra i principali indagati, Francesco Domingo, considerato dagli investigatori lo storico capomafia di Castellammare del Golfo, e Nicolò Rizzo, Sindaco della città, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Altri reati contestati ai numerosi imputati sono favoreggiamento ed estorsione.

Mafia e politica 

 “Il vincolo associativo – dichiara l’avvocato Giovanni Crimi, legale dell’associazione Codici – e la forza d’intimidazione che caratterizza il sodalizio mafioso scoperto dagli investigatori si prefiggono il controllo di attività economiche private con interventi nella pubblica amministrazione e da qui il coinvolgimento anche di politici. La circostanza che i sodali, con violenza e minaccia, costringevano le persone a rilasciare terreni condotti in locazione, a versare somme di denaro da destinare al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze dell’organizzazione, a rinunciare a trattamenti di fine rapporto, nonché ad eludere o ostacolare le investigazioni dell’Autorità, denota la forza criminale di cui il gruppo disponeva. Questi fatti, da cui emergerebbe la commistione tra mafia e politica, destano seria preoccupazione”.

Appello per la legalità 

Il Coordinamento per la Legalità della provincia di Trapani, di cui Codici fa parte, ha sollecitato l’intervento della Commissione Regionale Antimafia per indagare nella provincia di Trapani “… non solo su accordi tra mafia e politica, ma anche su tutti quegli Enti su cui aleggia l’ombra dell’influenza del voto di scambio con soggetti e secondo un sistema, presupposto di corruzione e malaffare, di ricerca illecita del consenso”. Secondo il Presidente della Commissione Claudio Fava, dalle indagini già espletate “… traspare chiaramente un’inquietante familiarità nei rapporti tra amministratori locali  ed esponenti delle cosche: un comportamento che mostra una permeabilità delle istituzioni e rafforza il prestigio dei boss  mafiosi nel territorio” e per tali motivi la Commissione ha deliberato una missione a Trapani per incontrare i rappresentanti  istituzionali attivi nell’azione di contrasto e di indagine, sindacati e le associazioni territoriali.

La prossima udienza è stata fissata per il 6 aprile per decidere sull’ammissione dei riti alternativi e sulle richieste di rinvio a giudizio. 

Codici: occhio a bollette e bonus, ancora troppa confusione nel settore Energia

Bonus elettrico - Comunità collinare "Piccolo anfiteatro morenico  canavesano"

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.
“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.
“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.
Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.
Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 3270043263.

Codici: turista morto in B&B a Trapani, accertata la negligenza e l’imprudenza dei responsabili

Il Tribunale di Trapani, con sentenza del 12 febbraio scorso, ha condannato a pene severe i responsabili della tragedia avvenuta nell’agosto del 2016 presso un B&B di Trapani, dove, a causa di esalazioni di monossido di carbonio provenienti da una canna fumaria, un turista è deceduto, mentre un altro ospite della struttura ha subito gravissime menomazioni permanenti.

L’azione di Codici 

L’associazione Codici è stata ammessa parte civile nel procedimento, con il patrocinio dell’avvocato Giovanni Crimi. “Dalla situazione dei luoghi e dalle evidenze scientifiche della consulenza tecnica disposta dalla Procura – dichiara il legale – non v’è dubbio che l’evento sia stato determinato dalla negligenza e dall’imprudenza dei titolari del B&B e dell’edificio, nonché del gestore del panificio, che utilizzava un forno con canna fumaria non conforme alle norme esistenti e non soggetta alle manutenzioni necessarie per il suo buon funzionamento”.

“L’impegno dell’associazione per la tutela dei turisti che utilizzano le strutture ricettive è continuo – aggiungono Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, e Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – e ci adopereremo, per quanto possibile, affinché non si verifichino altri casi simili”.

Segnalazioni 

Codici ha segnalato la problematica delle canne fumarie industriali utilizzate nei centri abitati e la questione della regolarità dei B&B al Comune ed all’Asp di Trapani, invitandoli ad effettuare gli opportuni controlli.