CODICI ammessa come parte civile al processo per i falsi in bilancio al Comune di Messina: Reati come questi danneggiano seriamente cittadini e contribuenti

L’associazione CODICI – Centro per i diritti del cittadino è stata ammessa dal Tribunale penale di Messina come parte civile, al processo che si svolgerà a Messina per falso in bilancio nei confronti dei responsabili della mancata dichiarazione dei disagi finanziari dal 2009 – 2012 al Comune del capoluogo Peloritano.

Nel mirino della Procura erano inizialmente finiti l’ex sindaco Buzzanca, alcuni assessori oltre a vari consiglieri comunali e l’ex ragioniere generale. Successivamente il numero degli imputati effettivamente coinvolti – anche dopo che il Giudice per le indagini Preliminari ha sgravato dell’accusa di abuso di ufficio le varie personalità implicate nella vicenda – si è notevolmente ridotto. Tra i trentacinque imputati al processo dello scorso maggio ricordiamo Ferdinando Coglitore (ragioniere generale e responsabile del servizio finanziario del comune della città), vari membri della giunta comunale, Filippo Ribaudo (direttore generale del comune), dirigenti del comune e vari membri del Collegio dei revisori (incaricati di compiere tutti quei controlli sui documenti di bilancio).

L’avv. Manfredi Zammataro e l’Avv. Melita Cafarelli, rispettivamente presidente regionale e provinciale  di CODICI – Sicilia, hanno manifestato soddisfazione per l’ammissione del CODICI come parte civile: “Da anni il CODICI è in prima linea nella lotta contro gli illeciti commessi nella pubblica amministrazione. L’aumento delle tasse, del costo della spazzatura e l’assenza dei servizi comunali sono figli di una non corretta gestione delle risorse pubbliche, ecco perché riteniamo che reati come questi danneggiano in modo grave e diretto i cittadini. Pertanto – concludono Zammataro e Cafarelli – CODICI come parte processuale farà attivamente la sua parte, schierandosi a fianco dell’accusa con il preciso scopo di difendere i diritti dei cittadini e contribuenti sui quali sono inevitabilmente ricaduti tutti gli effetti della mistificazione degli atti finanziari del Comune di Messina”. 

 

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