DANNO E BEFFA PER 64 LAVORATORI DEL CIOFS: LICENZIATI E MAI LIQUIDATI

Fonte: http://www.lurlo.info/it/ciofs/

Basterebbe una semplice lettera per sbloccare la situazione e aiutare gli ormai ex dipendenti del Ciofs, ente di formazione professionale curato e gestito dalle suore salesiane. Oltre il danno, la beffa per i 64 lavoratori dell’ente che sono stati licenziati e mai liquidati. Il trattamento di fine rapporto che l’Inps dovrebbe erogare risulta essere bloccato finchè l’ente non invierà una lettera di autorizzazione all’erogazione.

Il Ciofs, formato nel 1978 proprio con “finalità istituzionali di orientamento, di formazione, di aggiornamento professionale, di ricerca e di sperimentazione, promuovendo e valorizzando lo specifico apporto femminile in ambito socio-culturale ed economico”, da diversi anni sta subendo sulla propria pelle la crisi del settore della Formazione. A pagarne le conseguenze i 64 lavoratori che hanno svolto la loro attività presso le diverse sedi dislocate nelle province siciliane: Gela, Catania, Acireale, Palagonia, Pietraperzia, Palermo, Messina e Modica.

Nel 2015, infatti, iniziano i primi licenziamenti, la riduzione delle ore, che in molti accettano pur di salvaguardare il posto e nella speranza di un futuro migliore, e la cassa integrazione. I mesi passano, la Regione non paga, l’avviso 3 è bloccato. L’ente decide quindi, a settembre 2015 di continuare solo i corsi Oif, quelli dedicati ai minori e all’obbligo scolastico. Ci sono quindi altri esuberi e altri licenziamenti.

A febbraio 2016, la svolta negativa: la scuola decide di non poter andare avanti, i ragazzi fatti trasferire in altri enti e nominati due liquidatori che avrebbero portato alla chiusura. Gli stipendi arretrati sono ormai ben 10 mensilità. Ad ottobre , è stata depositata la domanda di concordato preventivo in bianco; domanda che però il tribunale rigetta insieme a quella di fallimento.

Con l’acqua alla gola, i lavoratori subiscono l’ennesimo smacco: il Tfr (trattamento di fine rapporto ndr) già versato dall’ente risulta essere bloccato. All’Inps servirebbe una dichiarazione dell’amministrazione che sblocchi i fondi fino al momento versati e che in nessun caso potrebbero tornare nelle casse del Ciofs. Lettera però che i responsabili dell’Ente non hanno mai inviato.

A nulla è valsa la denuncia di alcuni ex dipendenti all’ispettorato del lavoro, messo con le spalle al muro dalla burocrazia stessa.

Diversi i tentativi dei lavoratori di parlare con qualcuno, ma tutti si sono trincerati dietro il silenzio: un silenzio assordante che lascia un unico dubbio generale. Perchè non fare l’unico passo che permetterebbe di aiutare in questa difficilissima situazione i lavoratori?

“Stiamo seguendo di recente alcuni lavoratori dell’ Ente di formazione denominato Ciofs Sicilia -spiegano gli avvocati dell’associazione Codici, Manfredi Zammataro e Mario Campione – In questa inquietante vicenda che vede per l’ennesima volta protagonista (in senso negativo) il sistema formazione siciliano. Ebbene, Non possiamo che prendere atto come questi lavoratori siano stati lasciati del tutto abbandonati da parte del datore di lavoro e in una situazione di totale incertezza sia occupazionale sia con riferimento alle loro spettanze lavorative nonché per lo stesso Trattamento di Fine Rapporto. Superfluo dire come tale situazione sta snervando gli ex lavoratori dell’Ente di formazione, costretti a vivere giorno dopo giorno nell’incertezza del loro futuro. Tutto questo è francamente inaccettabile. Per tale ragione, preannunciamo che porremo in essere in nome e per conto dei nostri assistiti tutte le iniziative volte alla loro più completa tutela”.

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