TEATRO “TITO MARRONE”. PER CODICI BISOGNA DARE LA PRELAZIONE AGLI ENTI LOCALI

Secondo quanto riportato da giornali, tv e testate on line l’Ente Luglio Musicale Trapanese avrebbe ottenuto l’affidamento diretto del teatro Tito Marrone da parte della Regione Siciliana. Come associazione di tutela dei consumatori ed utenti, nel porre attenzione sulla vicenda abbiamo l’obbligo di avanzare alcune domande perché ne siano meglio chiariti i contorni amministrativi:

  • come può la Regione Siciliana disporre di un bene immobile quando ancora questo sia nella disponibilità del Libero Consorzio dei Comuni (ex Provincia Regionale)?
  • come può, di conseguenza, la Regione Siciliana OGGI stipulare una convenzione decennale con l’Ente Luglio Musicale Trapanese, totalmente partecipato dal Comune di Trapani, senza aver fatto preliminarmente un passaggio con l’amministrazione guidata dal Sindaco Damiano che dello stesso Ente Luglio è anche il Presidente?
  • come può la Regione Siciliana non avviare una interlocuzione di chiarezza con il Comune di Trapani anche alla luce del fatto che il sindaco Vito Damiano in data 14 marzo 2016 (prot. 24898) aveva scritto alla Regione Siciliana – Assessorato all’Economia – Dipartimento del Bilancio e del tesoro – Servizio patrimonio di non essere interessato alla acquisizione del Teatro Tito Marrone «[…] fintanto che non verranno sanati i difetti strutturali evidenziati nelle note tecniche allegate nonchè quant’altro dovesse emergere a seguito di più approfondita analisi strutturale, certamente necessaria prima di un qualsivoglia affidamento»?
  • come può la Regione Siciliana non pretendere che sia posta fine ad una palese contraddizione in quanto Damiano non è interessato come legale rappresentate del Comune, mentre lo sarebbe in qualità di Presidente del Luglio Musicale Trapanese? Come se non si trattasse di un Ente partecipato dal Comune con risvolti sui bilanci comunali e quindi sui cittadini?

Gli avvocati Manfredi Zammataro, Segretario regionale del CODICI Sicilia e l’Avv. Vincenzo Maltese, segretario provinciale del CODICI Trapani, che da tempo si battono affinchè vi sia trasparenza nell’operato degli enti pubblici e nella pubblica amministrazione in generale, su questa vicenda vogliono verderci chiaro, in special modo per comprendere le ripercussioni di tipo economico che potrebero ricadere sugli utenti e sui cittadini-contribuenti, per capire che fine ha fatto la proposta di una cogestione del teatro Tito Marrone tra il Comune di Erice ed il Comune di Trapani, e per capire il senso di una manifestazione di disinteresse del Comune di Trapani a fronte di un contestuale interesse dell’ELMT a distanza di pochi mesi.

«Infatti, a rafforzare i nostri dubbi e ad onor di memoria – commentano i due legali –, ci sono le notizie di stampa che si possono trovare sul web, dalle quali risulta come già lo scorso anno il Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, avvesse chiesto alla Regione Siciliana l’affidamento del Teatro “Tito Marrone”, che ricade in territorio ericino, anche in COGESTIONE con il Comune di Trapani. Ricordiamo che la stessa Regione Siciliana avrebbe preteso un canone d’affitto con a carico dei due Comuni anche gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria».

Peraltro, a seguito della rinuncia da parte del Comune di Trapani, l’amministrazione ericina si era comunque messa al lavoro procedendo a sopralluoghi e verifiche con la Commissione pubblici spettacoli e tenendo rapporti con associazioni artistiche varie, per  concordare una gestione del teatro Marrrone una volta completato l’iter amministrativo che avrebbe portato l’ente alla gestione dello stesso.

Ad avviso di CODICI, pertanto, mancherebbero i passaggi propedeutici con i predetti enti locali per giungere ad un affidamento diretto del teatro al Luglio Musicale che, tuttalpiù potrebbe averne solo successivamente una gestione tecnico-artistica.

«Abbiamo presentato una istanza al Dott. Giovanni Bologna, Direttore generale della funzione pubblica della Regione, per conoscere come stanno realmente i fatti – concludono gli avvocati Zammataro e Maltese -. È necessario che si faccia luce su tale vicenda; che sia individuato il procedimento corretto da seguire sul piano amministrativo, anche per comprendere dove stia la verità e dove la propaganda. E per capire, soprattutto in termini di costi, quanto questi potrebbero incidere sul bilancio comunale del Comune di Trapani e se sia stata preventivata una spesa di massima complessiva per una gestione del Teatro,».

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