Processo Gotha VI: CODICI ammessa parte civile

L’associazione CODICI-Centro per i diritti del cittadino è stata ammessa come parte civile nel processo che avrà luogo il prossimo marzo a seguito dell’operazione condotta dalle Forze dell’Ordine e denominata Gotha VI.

L’operazione, ulteriore esito di un filone di indagini che nel corso degli anni hanno contribuito a decimare le fila del clan mafioso dei “barcellonesi”, ha gettato luce sulla serie di omicidi che dagli anni ’90 in poi si sono susseguiti come mezzo di controllo da parte del clan: tra i vari assassinii, diciassette per la precisione (più un tentato omicidio annoverato tra i capi di imputazione) e compiuti sovente in maniera efferata, spiccano moventi di tipo punitivo attuati contro coloro che non seguivano le “leggi del clan” o che agivano indipendentemente dall’aver ottenuto i “permessi” di rito.

Tra i vari imputati alla sbarra (molti dei quali peraltro già detenuti) spiccano i nomi di Antonino Calderone, di Angelo Caliri, di Santo Gullo, di Domenico Chiofalo, di Salvatore Di Salvo, ecc.: volti noti a chi ha già avuto modo di osservare nell’ultimo trentennio (all’incirca) lo svolgersi delle vicende mafiose barcellonesi.

Dei diciotto soggetti incriminati – per aver partecipato a vario titolo, chi come mandante chi come esecutore materiale, agli omicidi predetti – le cui imputazioni sono state presentate innanzi al GUP Monia De Francesco, dieci saranno giudicati il prossimo marzo dalla Corte d’Assise di Messina con rito ordinario, mentre i restanti otto (individuati, tra gli altri, in alcuni appartenenti al clan poi divenuti collaboratori di giustizia come Franco Munafò, Carmelo e Francesco D’Amico e Santo Gullo) hanno scelto la formula del rito abbreviato andando in giudizio il prossimo febbraio 2017.

Siamo soddisfatti della decisione da parte del Tribunale di Messina di ammettere la nostra associazione nel ruolo di parte civile al processo scaturito dall’importantissima operazione Gotha VI che, non solo ha rappresentato un ulteriore colpo sferrato ai clan della zona Nord-orientale della Sicilia, ma ha contribuito a svelare i responsabili di una serie di omicidi che hanno trovato fondamento nella spesso sanguinaria azione di controllo da parte del clan contro le così dette ‘cellule impazzite’. L’efferatezza delle azioni compiute, emerse dalle indagini e riportate nei capi di imputazione, oltre alle motivazioni implicanti la garanzia del potere della famiglia barcellonese nella zona interessata, non può non indurre a riflettere sull’importanza della tutela dei principi della legalità: legalità di cui la nostra associazione, tra le tante battaglie condotte, da tempo ormai si è fatta portavoce partecipando attivamente a processi come quello inerente la vicenda, che vedrà imputati nomi storici di uno dei clan maggiormente attivi nel nostro territorio” hanno dichiarato gli avv. Manfredi Zammataro (presidente regionale di CODICI – Sicilia) e Melita Cafarelli (referente per CODICI Messina).

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