CODICI: Manca il siero antitetanico in numerose farmacie di Catania

Avv. Zammataro: La situazione è intollerabile in quanto espone i cittadini a seri rischi per la propria salute. Per tale ragione – conclude Zammataro- invieremo un esposto all’ AIFA l’agenzia nazionale del farmaco oltre ad diffidare il Ministero della Salute e l’Assessorato Regionale alla Salute affinché trovino una volta per tutte delle soluzioni che possano porre la parola fine su questa incresciosa vicenda.

In questi giorni siamo stati destinatari di numerose segnalazioni di utenti che si sono rivolti all’ Osservatorio sui diritti del Malato dell’Associazione CODICI Sicilia per denunciare una seria carenza di siero antitetanico nelle farmacie di Catania. Il fatto purtroppo non è delimitato solo alla nostra città e provincia, ma è una problematica estesa a tutto il territorio nazionale a causa della insufficiente produzione di siero da parte delle poche case farmaceutiche autorizzate a produrlo e della carenza di materia prima, cioè di sangue umano. La penuria di siero, ha fatto sì che i depositi centralizzati siano quasi del tutto sguarniti, ma quello che maggiormente preoccupa è la relativa carenza anche presso le farmacie ospedaliere che hanno disponibilità solo di esigue scorte non dispensabili a chi giunga in pronto soccorso con ferite o ustioni. In questi casi la normativa prevede la refertazione, la prescrizione su ricetta bianca ospedaliera, la prescrizione del medico curante per la rimborsabilità e l’acquisto in farmacia da parte dell’utente. Ma se le farmacie sono sprovviste non è possibile procedere alla profilassi. E’ quanto denuncia l’Avv. Manfredi Zammataro, segretario regionale dell’associazione dei consumatori “CODICI – Centro per i diritti del Cittadino”

La situazione desta allarme  – spiega Zammataro – in quanto il tetano è una malattia infettiva, anche se non contagiosa, subdola e temibile il cui batterio responsabile, il Clostridium tetani, è ospitato nell’intestino di animali (bovini, equini,ovini e roditori) ed emesso con i loro escrementi che vengono sparsi nel terreno. Poiché il batterio è anaerobio (cioè si sviluppa in ambiente privo di ossigeno), è presente in forma vegetativa o come spore che contaminano spesso la polvere e la terra e possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni. Una volta penetrate nell’organismo umano attraverso ferite, le spore si possono trasformare nelle forme vegetative che producono una neurotossina molto potente (la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo). La tossina raggiunge attraverso il sangue e il sistema linfatico il sistema nervoso centrale, causando contrazioni della muscolatura e spasmi diffusi. Nei casi di infezione le dosi di siero da somministrare sono molto più elevate rispetto alla profilassi. Occorre, pertanto, chiedersi se le farmacie ospedaliere sono fornite a sufficienza di siero per potere affrontare adeguatamente eventuali casi di malattia. La situazione è intollerabile in quanto espone i cittadini a seri rischi per la propria salute. Per tale ragione – conclude Zammataro- invieremo un esposto all’ AIFA l’agenzia nazionale del farmaco oltre ad diffidare il Ministero della Salute e l’Assessorato Regionale alla Salute affinché trovino una volta per tutte delle soluzioni che possano porre la parola fine su questa incresciosa vicenda.

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