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MALASANITÀ SCEMPI AMBIENTALI TRUFFE SU INTERNET BOLLETTE PAZZE/FATTURAZIONI SBAGLIATE DISSERVIZI ACQUA/LUCE/GAS BAGAGLIO SMARRITO/DANNEGGIATO IN AEROPORTO DISSERVIZI TELEFONICI RICHIESTE DI RISARCIMENTO ASSICURATIVO NON ACCOLTE VOLO CANCELLATO/RITARDATO TRENO CANCELLATO/VACANZA ROVINATA DISSERVIZIO/ABUSO DELLE BANCHE O DELLE POSTE

SALEMI: SEGNALATA E NON RIMOSSA DISCARICA NEL CENTRO STORICO DEL BORGO PIU’ BELLO D’ITALIA. CODICI PRONTA A PRESENTARE ESPOSTO

Ritrovata a Salemi nella Via Giuseppe Cascio Cortese una discarica a cielo aperto composta da rifiuti, sanitari di vario genere e lastre rotte di eternit.

Tale spiacevole ritrovamento risale a più di tre settimane fa, quando alcuni residenti del posto sono stati attirati dalla puzza nauseabonda proveniente dalla zona del Piano Cascio.

Allarmati dalla situazione, gli stessi hanno immediatamente provveduto alla segnalazione del sito pericoloso alle competenti autorità di vigilanza, le quali, poco dopo hanno effettuato un sopraluogo e documentato la situazione con l’ausilio di macchine fotografiche.

“Nonostante la presa d’atto da parte delle autorità preposte, spiega l’Avv. Roberto Rapallo segretario territoriale dell’Associazione CODICI, ad oggi la discarica rimane in bella vista dei croceristi che prossimamente visiteranno uno dei borghi più belli d’Italia”.

“Tale situazione di inerzia, continua il segretario territoriale di CODICI, non è più tollerabile, in quanto, data la presenza anche di rifiuti speciali (lastre di eternit spezzate), i pericoli per la salute e l’incolumità dei residenti sono molto alti”

“Per tale ragione, conclude l’Avv. Roberto Rapallo, qualora non vengano presi immediati provvedimenti atti ad eliminare la situazione denunciata di pericolo, l’associazione CODICI è pronta a presentare un esposto in Procura al fine di far accertare eventuali responsabilità ed inadempienze”.

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RYANAIR CANCELLERA’ OLTRE 2000 VOLI: CODICI ATTIVA UN HELP DESK A TUTELA DEI VIAGGIATORI RIMASTI A TERRA

ryanair

E’ ormai ufficiale la notizia che Ryanair, la famosissima compagnia aerea low cost irlandese, da adesso fino alla fine di ottobre annullerà fino a 50 voli al giorno «per ragioni di puntualità» per un totale di oltre 2000 voli che saranno quindi cancellati.

Inutile dire che tale scelta creerà enormi disagi agli utenti (più di 400 mila) che si ritroveranno a subire danni che non sono certo commensurabili al mero risarcimento del biglietto offerto dalla compagnia stessa, che ha previsto delle compensazioni che variano da 250 a 600 euro per coloro che hanno ricevuto un preavviso meno di due settimane prima della partenza; per chi ha ricevuto un’ email di segnalazione è previsto, invece, o un cambio volo o un rimborso.

È vero anche che secondo quanto sancito dalla normativa europea che disciplina i diritti del passeggero, oltre al danno gli utenti hanno diritto a essere risarciti a seguito dei disagi comportati dal mancato viaggio.

Tra i passeggeri vi è non solo chi parte per vacanza (che in tal caso sarebbe comunque rovinata comportando dei costi concreti), ma anche e soprattutto chi viaggia per motivi di salute, di lavoro e di studio per i quali il danno non è solo patrimoniale ma anche morale.

La lista dei voli cancellati, che fino ora riguarda le tratte che la compagnia aerea avrebbe dovuto effettuare entro la data del 22/09/2017, coinvolge anche gli aeroporti siciliani e si attendono ulteriori aggiornamenti.

“Ancora una volta i viaggiatori si ritrovano a subire i disservizi di una politica gestionale  condotta dalle compagnie aeree che calpesta i diritti dei consumatori  – dichiara l’Avv. Manfredi Zammataro, Presidente Regionale del CODICI Sicilia – a farne le spese maggiori sono proprio coloro che rischiano di mancare visite mediche, o  importanti operazioni, ovvero di perdere giornate di lavoro e di studio, oltre a coloro che hanno diritto a godere delle loro ferie nella meta desiderata. Per tale ragione l’associazione CODICI  – Centro per i diritti del cittadino, ha disposto l’attivazione di un help desk a tutela dei viaggiatori che subiranno disagi”.

Per segnalare il disservizio subito basta chiamare al 320 22 81 052 o scrivere a segreteria.sicilia@codici.org.

MAXI RISSA TRA RISTORATORI A TAORMINA: CODICI ANNUNCIA ESPOSTO IN PROCURA E CHIEDE AL COMUNE DI TAORMINA DI REVOCARE LE AUTORIZZAZIONI PER I RISTORATORI COINVOLTI.

Avv. Zammataro: “invitiamo i turisti presenti a questo squallido momento a rivisitare il nostro territorio cosi da rendersi conto che ciò a cui hanno assistito è solo opera di pochi delinquenti che cercano di infangare un intero popolo che si è da sempre contraddistinto per l’ospitalità”

Mentre il turismo in Sicilia quest’anno ha visto un’importante impennata di visitatori stranieri che hanno portato risorse dobbiamo subire queste scene ad opera di delinquenti che pur di accaparrarsi clienti distruggono l’immagine della nostra splendida isola creando un danno di immagine per la nostra terra incalcolabile. Tutto questo è intollerabile! Per tale ragione, depositeremo un esposto alla Procura della Repubblica di Messina chiedendo di individuare i responsabili, Chiediamo formalmente altresì al Sindaco del Comune di Taormina e alla Regione Siciliana di Costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale per chiedere il risarcimento di tutti i danni  subiti e – cosa ancor piu importante – chiediamo al capo dell’Amministrazione comunale di attivarsi per  revocare le licenze ai ristoratori in questione.

Dal canto nostro, invitiamo i turisti presenti a questo squallido momento a rivisitare il nostro territorio cosi da rendersi conto che ciò a cui hanno assistito è solo opera di pochi delinquenti che cercano di infangare un intero popolo che si è da sempre contraddistinto per l’ospitalità.

Lo ha affermato in una nota l’avvocato Manfredi Zammataro, presidente regionale dell’associazione nazionale dei consumatori  CODICI – Centro per i diritti del Cittadino in merito alla maxi rissa avvenuta tra i ristoratori di Taormina davanti agli occhi increduli dei turisti ripresa dal quotidiano Taormina Today.

AGENTE DI POLIZIA MUNICIPALE AGGREDITO A CATANIA: LA NOTA DEL CODICI

L’associazione CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino esprime vicinanza all’agente di polizia municipale di Catania vittima di una vile e violenta aggressione avvenuta nello svolgimento del proprio servizio.
Non possiamo non registrare però un pericoloso e crescente imbarbarimento in Città che non può e non deve essere tollerato nonostante l’encomiabile lavoro svolto ogni giorno dalle Forze dell’Ordine.
Chiediamo alle Istituzioni quindi di investire senza indugio potenziando i presidi di sicurezza in Citta a tutela dei cittadini.
Ai cittadini chiediamo pero di svolgere la propria parte collaborando attivamente. Ci auspichiamo quindi che chi ha assistito alla violenta aggressione parli e fornisca informazioni utili per risalire ai responsabili ed assicurarli alla giustizia.

CASE POPOLARI APPENA INAUGURATE E GIA FATISCENTI. IL CODICI ANNUNCIA UN ESPOSTO IN PROCURA.

Palazzine popolari appena inaugurate dal Comune di Catania e subito fatiscenti. Sembra una commedia ma purtroppo è quanto accaduto agli assegnatari dei nuovi alloggi popolari consegnati in pompa magna dal Sindaco di Catania il 10 agosto a Librino e che fin da subito hanno manifestato gravissimi problemi.Tombini con scarichi fognari a cielo aperto, lavori incompleti, infiltrazioni d’acqua, porte che cadono addosso alle persone, muri che si sbriciolano, ringhiere pericolanti. Così come documentato in un video reportage pubblicato dal quotidiano meridionews.

Quanto accaduto ha il sapore di una doppia beffa se si pensa che tali alloggi sono destinati a famiglie che si trovano in stato di totale

Indigenza e che hanno dovuto attendere per anni questo fatidico momento rivelatosi in pochi istanti una farsa.

Dall’altro c’è l’aspetto gravissimo riguardante l’utilizzo delle risorse pubbliche. Ben 2 milioni di euro di soldi pubblici spesi per delle palazzine che a distanza di pochi giorni dalla consegna già cadono a pezzi.

Tutto questo è inaccettabile! Per tale ragione, il CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino- scende in campo al fianco degli assegnatari, annunciando la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere alla Magistratura di fare luce su questa vicenda, per accertare se vi è stato un corretto utilizzo delle risorse pubbliche, per verificare la qualità dei materiali utilizzati per la costruzione (in particolar modo il cemento), e se quindi vi possono essere pericoli per l’incolumità degli abitanti.

Inoltre il CODICI chiede di allargare le indagini per accertare anche se vi sono eventuali responsabilità in capo a tutti coloro che avrebbero dovuto controllare lo svolgimento dei lavori e la qualità degli stessi. L’Ufficio legale regionale del CODICI ha inoltre preparato una lettera che metterà a disposizione degli assegnatari dell’immobile per segnalare formalmente al Comune le criticità riscontrate e per diffidare il Comune  ad attivarsi subito per risolverle.

Lo afferma in una nota l’avvocato Manfredi Zammataro, Presidente del CODICI – Centro per i diritti cel Cittadino – Sicilia.

Dalla telefonia alla Pay tv ignorato lo stop di Agcom sulle 13 bollette in un anno

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/2017/08/26/news/dalla_telefonia_alla_pay_tv_ignorato_lo_stop_di_agcom_sulle_13_bollette_in_un_anno-173881977/

 

L’Autorità vuole la tariffazione mensile per telefoni fissi e Internet e a settembre deciderà su Sky. Ma le compagnie sperano nel Tar. Se il tribunale desse ragione all’organismo di controllo scatteranno sanzioni e risarcimenti

ROMA –  Un mese in più di canone da pagare, in un anno, per i servizi telefonici e televisivi. Adesso anche Sky cambia in questo senso i contratti in vigore: passa dal primo ottobre a una tariffazione ogni 28 giorni. E gli operatori telefonici continuano ad applicare questi rincari generalizzati nonostante Agcom, l’Autorità garante delle comunicazioni, glielo abbia vietato esplicitamente, con una delibera dello scorso marzo.

La resa dei conti è vicina, però: prima a settembre, quando Agcom si riserverà di decidere sia sul caso di Sky e sia su eventuali sanzioni, forse milionarie, a carico degli operatori telefonici inadempienti. Poi a febbraio 2018, quando è fissato l’udienza presso il Tar del Lazio a cui gli operatori si sono rivolti per provare a bloccare la delibera di Agcom di marzo.

Si è creata quindi una tipica situazione “all’italiana”. Da una parte le norme – di Agcom, cioè dell’Autorità competente in materia – dicono che no, non ci possono essere offerte basate su addebiti ogni 28 giorni su rete fissa (telefono, Adsl, fibra ottica); perché questo cambio contrattuale, applicato a pioggia su tutti gli utenti, equivale a un rincaro di circa l’8,6 per cento dei prezzi annuali (le mensilità in un anno diventano 13) e perché si rischia una minore trasparenza delle tariffe. Dall’altra, non solo gli operatori fissi hanno deciso di ignorare la delibera, ma anche adesso il fenomeno attecchisce in altri settori, come quello della tv a pagamento, come dimostra la mossa di Sky.

Il gigante televisivo in questi giorni sta avvisando della novità tutti i suoi 4,760 milioni di abbonati. E questi devono stare attenti a non farsi sfuggire la comunicazione di Sky, distratti dal clima ancora vacanziero, perché hanno fino al 30 settembre per rifiutare la modifica contrattuale chiedendo una disdetta gratuita del contratto. La legge in questi casi di “modifiche contrattuali unilaterali” (cioè imposte dagli operatori) concede infatti agli utenti solo il diritto a disdire senza spese, entro 30 giorni.

Ulteriori diritti possono arrivare da disposizioni di Agcom, che però, appunto, è stata ignorata dagli operatori. A marzo aveva dato 90 giorni di tempo per tornare a tariffe mensili sul fisso. Vodafone e Wind hanno però continuato a usare quelle a 28 giorni, adottate poi anche da Tim da aprile e da Fastweb da maggio. Tiscali è tra i pochi a conservare canoni mensili.

Su telefonia mobile, Agcom concedeva queste tariffe ma chiedeva «un intervento che garantisca una facile comparazione delle offerte e escluda la possibilità che ulteriori variazioni del periodo di rinnovo delle offerte commerciali nascondano, in realtà, aumenti del prezzo dei servizi interessati». Anche questa disposizione però non ha avuto seguito. Si nota solo la mossa di Wind, che ora, per maggiore trasparenza, chiarisce sul proprio sito “a titolo informativo” per ogni offerta quale sarebbe il prezzo se la tariffa fosse applicata ogni 30 giorni.

Adesso che succede? Da Agcom dicono che è aperta una istruttoria sulla disubbidienza degli operatori, cosa che a rigor di norma può portare a sanzioni fino a 2,5 milioni di euro. E gli uffici dell’Autorità hanno aperto una istruttoria su Sky, per valutare il da farsi, dopo aver raccolto segnalazioni dei consumatori. Il tutto è rimandato a settembre, quando ci saranno le prime riunioni del

consiglio dell’Autorità dopo la pausa estiva.

Nel frattempo ai consumatori non resta che subire il volere degli operatori e, solo nel caso di Sky, valutare la disdetta gratuita; sperando che il fenomeno della mensilità extra non contagi altri settori dei consumi.

CODICI: all’ Ospedale Cannizzaro di Catania, visite mediche annullate senza preavviso. I pazienti si rivolgono al CODICI

CODICI: all’ Ospedale Cannizzaro di Catania, visite mediche annullate senza preavviso. I pazienti si rivolgono al CODICI

All’Osservatorio per i Diritti del Malato del CODICI – Centro per i diritti del cittadino – Sicilia si sono rivolti alcuni pazienti che hanno segnalato l’annullamento tanto improvviso quanto privo di spiegazioni di alcune visite da tempo prenotate per ieri, 14 agosto (data pre-festiva), presso il Presidio Ospedaliero “Cannizzaro” di Catania.

La vicenda ha riguardato l’odissea vissuta da alcune pazienti dell’ospedale che avrebbero raggiunto il capoluogo etneo da comuni e città distanti, viaggiando per chilometri al fine di usufruire delle visite di controllo prenotate presso la struttura da tempo per la data odierna (ecografie senologiche per le quali l’appuntamento era stato preso addirittura all’inizio del 2017) e, peraltro, confermate via e-mail dall’ufficio ticket dello stesso Presidio lo scorso luglio.

All’arrivo al Cannizzaro, di fronte ad esse lo scenario di una struttura semi-deserta: l’ufficio accettazione per i ticket chiuso e, nel reparto in cui avrebbero dovuto aver luogo le ecografie, il cartello riportante il seguente avviso: “Ci scusiamo per il disagio, è stato necessario spostare le ecografie previste per il 14-08-2017 per problemi di servizio (Per ulteriori informazioni rivolgersi al II piano presso il reparto di senologia)”. Reparto in cui, sempre secondo quanto segnalatoci, dalle porte chiuse nessuno ha risposto nonostante i vari tentativi effettuati dalle pazienti di suonare ai campanelli e bussare; esse, a questo punto, hanno come ultima speranza deciso di rivolgersi all’infopoint della struttura. Anche in questo caso, però, il personale impiegato non ha fornito loro una chiara risposta, asserendo piuttosto di aver avvisato tutte le pazienti coinvolte: fatto che, stando sempre a quanto segnalatoci, ci viene denunciato come in realtà mai avvenuto.

La vicenda che ci è stata segnalata è indubbiamente grave visto che l’interruzione di un pubblico servizio che dovrebbe essere garantito in un giorno non festivo, seppur complicato dalle ferie estive del personale, andrebbe opportunamente annunciato e comunicato a chi ne dovrebbe usufruire – ha dichiarato l’avv. Manfredi Zammataro, Presidente di CODICI – Sicilia – Soprattutto se chi accede alle visite offerte dalla struttura ospedaliera viene da lontano spendendo considerevoli quantità di tempo, nonché di denaro, per raggiungere il presidio e usufruire dei servizi medici da esso offerti. Visite, peraltro, per le quali le pazienti attendevano da molto tempo e che sono state confermate poche settimane fa dallo stesso personale impiegato nella struttura. È inaccettabile quindi che gli utenti intraprendano un viaggio vero e proprio per poi trovarsi innanzi un cartello che annuncia loro – oramai giunti in loco – che le visite sono cancellate, con l’invito a rivolgersi al personale di un reparto praticamente deserto. Tutto ciò non può far altro che minare, ancor più di quanto non lo sia già, la fiducia dei pazienti nei confronti del sistema sanitario: sistema che, a ridosso di ferragosto, sembra non solo non garantire il servizio, ma nemmeno offre le opportune comunicazioni che avrebbero evitato all’utenza un tale dispendio di tempo e denaro. Per tale ragione, chiediamo formalmente ai vertici dell’azienda Azienda Sanitaria di conoscere le ragioni di quanto accaduto (visto e considerato che erano visite programmate da parecchio tempo) e soprattutto del perché la struttura sanitaria non si è prontamente attivata di avvisare gli utenti evitandogli così inutili disagi e stress, riservandoci in caso contrario di depositare un esposto per interruzione di pubblico servizio”.