Sportello Buoni Fruttiferi Postali

Codici lancia una campagna nazionale e invita i cittadini titolari di buoni in scadenza a rivolgersi all’associazione prima di incassare e di incappare nella beffa. Anche chi ha già incassato le somme può rivolgersi allo Sportello legale del Codici, che provvederà ad avviare le azioni legale per risarcire i cittadini delle somme che ancora non sono state corrisposte. Scarica il modulo di adesione per procedere alla corretta liquidazione delle somme su http://www.codici.org

Numerosi cittadini si sono già rivolti al Codici per segnalare che Poste Italiane, nel momento dell’incasso dei buoni fruttiferi, sta facendo firmare delle liberatorie in cui si attesta che non si pretende altro denaro oltre quello accordato da decreto ministeriale. Il Codici al riguardo fa sapere che sporgerà denuncia penale contro Poste Italiane, vista l’inammissibilità di una così palese presa in giro dei consumatori.

Ma la questione era poco chiara già da tempo. Hanno avuto brutte sorprese infatti coloro che hanno sottoscritto dei buoni fruttiferi postali, che si sono trovati davanti ad un importo diverso da quello calcolato. Aspettative disattese, dunque, per quanti credevano di ritirare, alla scadenza del buono, il capitale incrementato dagli interessi indicati sulla tabella posta sul retro dello stesso. La questione riguarda i buoni postali sottoscritti ed in scadenza perché non più fruttiferi: al momento del riscatto, le poste liquidano somme inferiori a quelle spettanti in base alla tabella riportata sul buono. 

DOVE STA IL BLUFF?

Ai fini del calcolo, viene applicata non già la tabella riportata sul buono, ma un decreto ministeriale del 13 giugno 1986 che stabilisce tassi di interesse inferiori a quelli indicati sul buono, ritenuti applicabili anche a serie di buoni emessi prima della sua entrata in vigore. Tale interpretazione è errata, come sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, e dall’Arbitro Bancario Finanziario, che riconoscono la prevalenza delle condizioni di conteggio riportate sul buono e la non applicabilità del decreto. Nonostante l’errata interpretazione del decreto, Poste Italiane sembra stia rimborsando almeno 20% in meno delle somme dovute, ritenendo che le condizioni riportate nella parte posteriore del buono non abbiano valore perché superate da quelle del decreto ministeriale. I consumatori in possesso di tali buoni sono numerosi e molti di loro non sono neanche a conoscenza dell’iniquità delle somme ricevute.

Pertanto, Codici lancia una campagna nazionale sulla questione e invita i cittadini titolari di buoni in scadenza a rivolgersi all’associazione prima di incassare e di incappare nella beffa. Anche chi ha già incassato le somme può rivolgersi allo Sportello legale del Codici, che provvederà ad avviare le azioni legale per risarcire i cittadini delle somme che ancora non sono state corrisposte.

Contatta sportellocodici.catania@gmail.com oppure chiama il 3202281052

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