Sportello Antistalking

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1 donna su 6 in Italia è vittima di stalking! Se tra queste ci sei anche tu non aspettare a chiedere aiuto. All’Associazione Codici ci sono persone pronte ad ascoltarti. Non esitare a venirci a trovare!

 Lo sportello antiviolenza è utile per:

 Accogliere

 -Informare

 -Sostenere

 -Accompagnare la donna maltrattata ,nel progetto di uscita consapevole dalla situazione di violenza.

 Lo sportello antiviolenza si propone di:

 di dare sostegno morale e psicologico alle donne maltrattate

 -offrire loro ascolto

 -progettare insieme a loro un progetto di uscita dalla situazione di violenza

 

Ad operare nel nostro Sportello Antiviolenza vi aspettano operatrici appositamente formate e preparate per offrire ascolto in caso di violenza e maltrattamento a tutte le donne che lo richiedono.

I nostri obiettivi principali sono: offrire ascolto e sostegno alle donne maltrattate e individuare assieme un progetto individualizzato per un’ uscita consapevole dalla violenza e costituire una rete di rapporti con i rappresentanti delle Istituzioni che operano sul territorio.

Il nostro sportello mette a disposizioni consulenze psicologiche e legali qualora la vittima li reputa necessarie.

Cos’è lo Stalking

 Il termine Stalking ,dalla parola inglese to stalk, viene usato per indicare una serie di ripetuti comportamenti molesti,tenuti da un individuo nei confronti di un’altra persona generandole stati  di ansia o paura che possono compromettere il normale svolgimento della sua quotidianità. Tale fenomeno include un insieme di comportamenti molesti costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi dell’abitazione e dei luoghi più comunemente frequentati

dalla vittima, reiterati da intrusioni nella propria vita privata tramite pedinamenti,telefonate indesiderate,invio di lettere,biglietti, email, sms, tramutati spesso in aggressioni fisiche e violenze nei confronti della vittima,per concludere tragicamente con l’uccisione di quest’ultima.

 Le Conseguenze

 Lo Stalker, il più delle volte è un conoscente, un amico, ma molto spesso è un ex compagno/a o ex marito/ moglie che agisce spinto/a dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o vendicarsi di un torto subito. Costui s’insinua nella vita della vittima provocando timore e paura e di conseguenza facendo violenza psicologica. Tale situazione porta la maggior parte delle vittime ad aver paura pure ad uscire da casa per evitare strani incontri, a non mantenere più il proprio lavoro e ad interrompere anche le relazioni familiari e amicali,quindi si corre il rischio di non vivere più la propria quotidianità. Nonostante tale violenza psicologica comporti un totale cambiamento nella vita della vittima,quest’ultima spesso teme pure a denunciare il fatto per paura di conseguenze peggiori come reazioni violente da parte dello stalker che possono persino portare all’uccisione della vittima.

 Lo Stalking in Italia

 Lo Stalking è considerato reato in diversi paesi del mondo. In Italia le condotte tipiche dello stalking configurano come reato di “atti persecutori” (art 612-bis c.p) introdotto con il D.L 23 febbraio 2009 n.11 ( Decreto Maroni).

 L’Articolo 612 bis recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un medesimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere allo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui l’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui l’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 4 , nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

Contatta la sede più vicina a te in Sicilia, la trovi cliccando su DOVE SIAMO

L’articolo 8 della legge 38 del 2009 tutela le vittime dello stalking e prevede l’ammonimento al tuo persecutore da parte della questura della tua città. In base a questa norma, puoi rivolgerti alle autorità di pubblica sicurezza, chiedendo al questore un ammonimento nei confronti dello Stalker (autore della persecuzione) Se il questore dopo aver raccolto le informazioni dai testimoni ne ravvisa la necessità ammonisce verbalmente lo stalker. Se la persecuzione continua, presentata la querela, lo stalker colpevole di atti persecutori contro la stessa vittima vedrà aumentata la pena.

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