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Pignoramento di oltre 30mila euro abbattuto grazie a Codici

Un finanziamento non estinto è stato l’origine dell’incubo in cui è precipitata una signora di Catania, che, grazie all’intervento dell’associazione Codici attraverso la delegazione Sicilia, è riuscita a risolvere i suoi problemi.
“La signora che abbiamo assistito – spiega Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – era disperata perché aveva ricevuto un pignoramento di oltre 30mila euro sul proprio conto corrente da parte di un istituto di credito per un finanziamento non estinto per sopravvenuti problemi finanziari. In pochi anni gli interessi erano lievitati e la signora non sapeva come pagare. Dopo aver valutato attentamente il caso, abbiamo analizzato la richiesta della banca ed abbiamo riscontrato numerose illegittimità. Abbiamo così iniziato una serie di trattive con l’istituto, giungendo ad una transazione a saldo e stralcio per un importo complessivo di 8mila euro. Il risultato è che la nostra assistita ha ottenuto un risparmio di oltre 22mila euro nonché lo sblocco della propria busta paga”.
“È una bella storia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che abbiamo voluto rendere pubblica per far capire ai consumatori che è possibile difendersi dalle richieste delle banche ed in che modo agire per far valere i propri diritti. In situazioni come quella raccontata non bisogna farsi prendere dal panico, ma analizzare il caso, ricorrendo anche all’assistenza di un’associazione dei consumatori, che, come dimostra questa vicenda, può rivelarsi fondamentale”.
Quello dei pignoramenti è uno dei temi su cui l’associazione Codici fornisce assistenza. In caso di problemi con la propria banca è possibile rivolgersi all’associazione telefonando al numero 095.2180387 oppure scrivendo all’indirizzo email segreteria.sicilia@codici.org.

Codici: chiarezza e rimborsi per le mascherine U-Mask

L’associazione Codici ha lanciato una class action per tutelare i consumatori che hanno acquistato le mascherine U-Mask.

Procura e Antitrust

Un prodotto in voga, utilizzato da rappresentanti istituzionali, personaggi famosi e sportivi, finito sotto la lente della Procura di Milano per le reali capacità tecniche e sulla scrivania dell’Antitrust. “Abbiamo chiesto l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato– afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – perché ci sono degli aspetti da chiarire, considerando che di mezzo c’è la salute”.

Consumatori preoccupati e infuriati 

“Stiamo ricevendo tante segnalazioni da parte dei consumatori – aggiunge Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia –, c’è preoccupazione per l’inchiesta della Procura ed anche per l’intervento dei Nas di Trento, che hanno sequestrato il laboratorio analisi di Bolzano dove sono stati effettuati i testi sulla capacità di filtrazione delle mascherine. C’è anche rabbia, perché parliamo di prodotti non proprio economici, visto che le mascherine costano circa 30 euro ed un filtro circa 15 euro. Cifre che vanno moltiplicate, perché molti hanno ordinato più di una mascherina e si arriva anche ad acquisti di alcune centinaia di euro”.

Problema rimborsi

“Diversi consumatori – aggiunge Zammataro – stanno chiedendo il rimborso all’azienda, che però si rifiuta di riconoscerlo a chi ha aperto la confezione. Sinceramente lo troviamo assurdo oltre che ingiusto, perché è normale che quando si fa un acquisto online, una volta che si riceve il prodotto poi si apre la confezione per vedere com’è, per provarlo. La politica aziendale non rispetta il Codice del Consumo e questo è uno dei motivi alla base della class action che abbiamo avviato. L’altro punto è la reale capacità delle mascherine. Le informazioni sono poco chiare, i consumatori hanno diritto di sapere cosa stanno acquistando, a maggior ragione in un caso come questo in cui di mezzo c’è la salute”.

Come aderire alla class action 

La class action promossa da Codici per il rimborso e l’eventuale risarcimento dei consumatori va avanti. 

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org 
Telefono 095.2180387

Elettricità: dal 1° gennaio 2021 termina il servizio di tutela per le piccole imprese: Codici Sicilia attiva linea dedicata all’assistenza

Dal 1° gennaio 2021 comincia il progressivo passaggio obbligatorio dal servizio di maggior tutela al mercato libero dell’elettricitàsoltanto per le piccole imprese, mentre il servizio di maggior tutela proseguirà per famiglie e la generalità delle microimprese fino al 2022.

Dopo ampia consultazione con gli stakeholder, viene introdotto il ‘servizio a tutele graduali’ per le piccole imprese che nel nuovo anno non avranno ancora scelto un venditore del mercato libero. Un servizio per garantire la continuità della fornitura e lasciare il tempo necessario a scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

Il servizio a tutele graduali sarà rivolto alle impresetitolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione che rispondono alle caratteristiche di essere una piccola impresa in accordo alla definizione comunitaria (avere tra 10 e 50 dipendenti e un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di euro) o che abbiano un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15kW.

Per le piccole imprese (e per le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW), quindi, dal 1° gennaio 2021 la modalità principale di fornitura sarà il mercato libero, come previsto dalle direttive europee. Per i clienti domestici e le microimprese con tutti i punti di prelievo con potenza inferiore o uguale a 15 kW, la scadenza è fissata all’anno successivo, gennaio 2022.

Come funziona il nuovo servizio a ‘tutele graduali’

A partire dal 1° gennaio 2021, le piccole imprese e le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW nel mercato tutelato, laddove non abbiano sottoscritto un’offerta del mercato libero passeranno automaticamente e temporaneamente, senza interruzioni della fornitura, nel ‘servizio a tutele graduali’.
Nel periodo 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021 l’utenza sarà assegnata in modo transitorio al fornitore della maggiore tutela che già serve il cliente, con condizioni contrattuali coincidenti con quelle delle offerte PLACET già esistenti (contratti a Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela).
Il prezzo sarà in questa prima fase analogo a quello del servizio di maggior tutela che, per la parte della spesa per la materia energia, continuerà a riflettere le variazioni del prezzo dell’energia elettrica nel mercato all’ingrosso ma sarà basato sui valori consuntivi del PUN (il prezzo di riferimento dell’energia elettrica in Italia acquistata alla borsa elettrica). Tutte le altre componenti della bolletta continueranno a essere stabilite dall’Autorità.

Gli esercenti la maggior tutela contatteranno i clienti non domestici titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con potenza inferiore o uguale ai 15 kW per richiedere un’autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti dimensionali della microimpresa (cioè un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro).

Dopo il 1° luglio 2021, invece, ci sarà un’assegnazione a regime e il servizio a tutele graduali sarà erogato dagli esercenti selezionati attraverso specifiche procedure concorsuali (ripetute dopo tre anni) a livello di aree territoriali, con le condizioni contrattuali delle offerte PLACET.

Le condizioni economiche relative alla Spesa per la materia energia continueranno ad essere basate sui valori consuntivi del PUN, come nell’assegnazione provvisoria, e a comprendere corrispettivi a copertura degli altri costi di approvvigionamento e commercializzazione, con una parte definita in base agli esiti di aggiudicazione della gara.

In ogni caso, le piccole imprese riceveranno un’informativa dettagliata (da parte del proprio operatore) al momento dell’attivazione del servizio di tutele graduali a regime. Saranno applicate le condizioni stabilite dall’Autorità riguardo a modalità e tempistiche di fatturazione, contenuto dei documenti di fatturazione, garanzie da richiedere al cliente, tempistiche e modalità di pagamento, modalità di rateizzazione e di applicazione degli interessi di mora in caso di mancato pagamento da parte del cliente finale ecc.

Fonte: Arera

Linea diretta bollette acqua, luce, gas e telefono

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Codici: i viaggiatori hanno diritto al rimborso per lo stop delle crociere natalizie

Tra le novità introdotte dall’ultimo Dpcm, ce n’è una che riguarda le crociere.

Cancellazioni per Natale e Capodanno

Si tratta della cancellazione dei viaggi per il periodo di Natale e Capodanno. Alla luce di questa decisione, l’associazione Codici richiama l’attenzione di istituzioni e compagnie per evitare brutte sorprese per i consumatori.

Rimborso integrale

“Lo diciamo chiaro e forte – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – i consumatori hanno il diritto di ottenere il rimborso integrale in denaro di quanto versato per le prenotazioni. Vigileremo affinché ciò avvenga, senza intoppi e senza richieste fuorvianti”.

Gli obblighi imposti dal Codice del Turismo

“A scanso di equivoci – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – ricordiamo che la normativa emergenziale che ha previsto, in deroga a quanto disposto dalle direttive UE e dal Codice del Turismo, la possibilità per gli operatori turistici di restituire con i voucher quanto versato dai consumatori senza necessità di accettazione da parte di questi ultimi, si applica ai soli contratti con esecuzione prevista tra l’11 marzo ed il 30 settembre 2020, la cui risoluzione, sia da parte del viaggiatore/passeggero che da parte del fornitore del servizio, sia stata effettuata entro il 31 luglio 2020. Trattandosi di partenze per un periodo successivo a quello previsto da tale normativa, per le cancellazioni per impossibilità sopravvenuta delle crociere di Natale e Capodanno si applica il Codice del Turismo, che prevede l’obbligo per l’organizzatore di offrire al consumatore il rimborso integrale in denaro dei pagamenti effettuati per il pacchetto, senza applicazione di alcuna spesa a qualsiasi titolo”.

Info e assistenza

Chi ha prenotato una crociera per il periodo delle festività natalizie e ha problemi con il rimborso può richiedere l’assistenza dell’associazione Codici.

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org
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Codici: azione di classe per chi ha acquistato gli iPhone che non resistono all’acqua

L’associazione Codici raccoglie segnalazioni per un’azione di classe con cui chiederà il risarcimento di chi ha acquistato un iPhone che non resiste all’acqua, come invece reclamizzato, e non ha ricevuto assistenza in garanzia.

Multa milionaria dell’Antitrust

Due pratiche commerciali scorrette per un totale di 10 milioni di euro. A tanto ammontano le sanzioni inflitte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad Apple Distribution International e ad Apple Italia S.r.l. per i messaggi promozionali sulla capacità di resistenza all’acqua di diversi modelli di iPhone e per la mancata assistenza ai consumatori.

Le segnalazioni dei consumatori

“Siamo parte del procedimento – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e stiamo raccogliendo le segnalazioni di chi ha avuto problemi con Apple. Promuoveremo un’azione di classe per il doveroso risarcimento. Questa è una vicenda paradigmatica di quanto possa essere ingannevole la pubblicità”.

I modelli verificati

Nei messaggi promozionali sui modelli iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 proMax veniva esaltata la resistenza dello smartphone all’acqua per una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro, a seconda del modello, e fino a 30 minuti. Secondo l’Antitrust, nei messaggi non si chiariva però che questa proprietà è riscontrabile solo in specifiche condizioni, per esempio durante determinati e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi. Inoltre, la contestuale indicazione del disclaimer “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”, dati gli enfatici vanti pubblicitari di resistenza all’acqua, è stata ritenuta dall’Autorità idonea a ingannare i consumatori non chiarendo a quale tipo di garanzia si riferisse, se convenzionale o legale, né è stata ritenuta in grado di contestualizzare in maniera adeguata le condizioni e le limitazioni dei claim sulla resistenza all’acqua.

Il problema dell’assistenza

Altra criticità riscontrata, il rifiuto di Apple di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati dall’introduzione di acqua o altri liquidi, ostacolando l’esercizio dei diritti riconosciuti dal Codice del Consumo.

Fare attenzione alla pubblicità

“Questa vicenda – dichiara Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – deve servire da insegnamento ai consumatori. Prima di acquistare un prodotto è importante verificarne le caratteristiche, senza farsi incantare, e ingannare, dalla pubblicità. E in caso di problemi, bisogna far valere i propri diritti, perché ci sono e non possono essere ignorati”.

Codici sta avviando una azione di classe per tutelare i consumatori che hanno avuto problemi con i modelli di iPhone su cui si è concentrato l’intervento dell’Antitrust.

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org

UNA VIA D’USICTA AI DEBITI ESISTE!

🆘 Mai come in questo momento storico, i DEBITI rappresentano un vero e proprio INCUBO per famiglie, imprenditori e cittadini, tartassati dalle richieste, spesso illegittime, di Banche, Istituti di Credito e Finanziarie. ‼️

Quello che spesso non si sa però è che una VIA DI USCITA esiste ed è la LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO (Legge n. 3 del 27 gennaio 2012) che permette a chi è in gravi difficoltà economiche di liberarsi dai debiti, riducendone l’ammontare, e dilazionando i pagamenti, attraverso un’apposita procedura presso il tribunale

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oppure telefonare a: 095.2180387

Codici: si accendono i fari dell’Antitrust sulla vicenda Dentix

L’associazione Codici è pronta a fare la sua parte nel procedimento avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Dentix.

L’intervento dell’Antitrust

L’Autorità ha deciso di verificare il comportamento non solo di Dentix, ma anche delle società finanziarie CofidisFiditalia e Deutsche Bank. Da chiarire, tra l’altro, il comportamento di Dentix per quanto riguarda un’assistenza clienti rivelatasi inesistente, mentre per le società finanziare la questione riguarda anche il pagamento delle rate, richiesto nonostante la chiusura delle cliniche e lo stop degli interventi. 

Stop agli interventi, ma non ai pagamenti

“In questi mesi – dichiarano Ivano Giacomelli e Manfredi Zammataro, rispettivamente Segretario Nazionale e Regionale di Codici – abbiamo raccolto centinaia di segnalazioni di clienti che, in seguito all’improvvisa chiusuradelle cliniche odontoiatriche, non hanno potuto iniziare o completare l’intervento programmato. Parliamo di operazioni già pagate, in molti casi tramite una finanziaria. Si è venuta a creare una situazione grave e inaccettabile. Bene, quindi, l’intervento dell’Antitrust. Dal canto nostro, continueremo a fornire tutta l’assistenza necessaria per tutelare gli ex clienti Dentix, per i quali abbiamo avviato un’azione con cui chiediamo il blocco dei finanziamenti sottoscritti, il risarcimento degli importi pagati e l’esecuzione dell’intervento”.

Il ruolo delle finanziarie

Sono oltre 50 le cliniche che non hanno riaperto dopo la fine del lockdown. Da Nord a Sud, tantissime le richieste di assistenza ricevute dall’associazione Codici attraverso le delegazioni territoriali. “Ci aspettiamo che le finanziarie coinvolte nel procedimento avviato dall’Autorità – afferma l’Associazione Codici – ora forniscano debite spiegazioni sul chiaro ostacolo messo in atto nella sospensione dei finanziamenti ai pazienti Dentix. A seguito del fallimento di Dentix, la posizione che le finanziarie devono tenere si è ulteriormente definita: il contratto di prestito deve cessare per mancato adempimento delle prestazioni da parte del fornitore. In altre parole, Dentix non si è impegnata a fornire le cure preventivate, quindi il finanziamento è da chiudere”.

Clienti abbandonati

“Dall’oggi al domani – si legge nella nota del CODICI – i clienti non hanno più avuto notizie da Dentix. Nessuna informazione sull’eventuale riapertura dei centri, nessuna indicazione sull’intervento prenotato. Il servizio assistenza è stato inesistente. Confidiamo nell’intervento dell’Antitrust affinché venga fatta chiarezza, anche sul comportamento delle società finanziarie, che hanno continuato a riscuotere le rate invece di procedere alla risoluzione del contratto con il rimborso degli importi già pagati, come abbiamo chiesto più volte”.

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Casa di riposo degli orrori, anziani nudi e legati: sospesi titolare e tre dipendenti

Anziani nudi lasciati per terra insieme ai loro escrementi, incastrati tra le sbarre di protezione del letto, con vistose ferite. Sono le foto, sequestrate dai carabinieri, scattate da una dipendente della casa di riposo San Camillo di Aci Sant’Antonio

Anziani nudi lasciati per terra insieme ai loro escrementi, incastrati tra le sbarre di protezione del letto, con vistose ferite e una piaga da decubito in una paziente non adeguatamente curata e conseguentemente peggiorata nel tempo. Sono le foto, sequestrate dai carabinieri, scattate da una dipendente di un casa di riposo che hanno fatto scattare l’inchiesta della Procura di Catania. A conclusione delle indagini, eseguite tra marzo e giugno 2019, il Gip, accogliendo la richiesta dei Pm, ha disposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per 12 mesi per Giovanni Pietro Marchese, 60 anni, amministratore unico della casa di riposo San Camillo di Aci Sant’Antonio, e di esercitare la professione per nove mesi a tre dipendenti della struttura: Giovanna Giuseppina Coco, di 37 anni, e per le 41enni Rosaria Marianna Vasta e Alessandra Di Mauro.

Le immagini al centro dell’inchiesta sono state estrapolate dal cellulare della Coco, dopo che era stato sequestrato assieme ad altri apparati dai carabinieri nel luglio del 2019. Controlli eseguiti anche da militari dell’Arma hanno permesso di accertare diverse gravi irregolarita’ e loro colleghi del Nil hanno trovato anche undici lavoratori utilizzati ‘in nero’, comprese due indagate, la Di Mauro e la Vasta, e alcune di queste deferite in stato di liberta’ per aver percepito illecitamente il reddito di cittadinanza. Secondo l’accusa il personale avrebbe “maltrattato gli anziani degenti della struttura”, “creato un clima abituale di vessazioni, umiliazioni e mortificazioni”, “disinteressandosi della cura, anche medica, e dell’assistenza degli anziani e delle precarie condizioni igienico-sanitarie della casa di riposo, dove sono stati avvistati dei topi e gli anziani hanno contratto la scabbia, cosi’ aggravando lo stato di sofferenza fisica e psichica degli ospitati”.

Tra le condotte messe in atto, in diverse occasioni, legavano i poveri anziani ai tavoli o ai letti per non farli muovere, li lavavano con l’acqua fredda o, per punizione, non li cambiavano dopoi bisogni fisiologici o li lasciavano nel letto con le lenzuola sporche, li lavavano con il sapone della lavatrice, deridendoli poi per il loro profumo di “aloe vera”. E ancora, cercavano di curare la scabbia, come da precise indicazioni del titolare, con semplici impacchi di olio di oliva invece della corretta terapia farmacologica, somministravano agli ospiti farmaci scaduti, li denigravano, mortificavano ed insultavano abitualmente e nello specifico: o “schifoso, sporco, più schifo di te non ce n’è, non mi rompere la ……….” o “che schifo di persona, che schifo, educazione zero, ora la lascio sulla sedia tutto sporco di pipì, come i porci” questo rivolto ad una persona di 100 anni che poi per punizione era costretto a mettersi a letto da solo o “è un ignorante, maleducato, facchino ed uno schifo di persona” o o minacciando un’anziana di legarla, lasciarla piena di feci e di non lavarla, sempre urlando e generando il pianto della povera donna. Tutti elementi che hanno permesso di consolidare il quadro probatorio a carico degli indagati e, così, di richiedere ed ottenere la misura cautelare concessa dal Gip del Tribunale etneo.

Fonte: http://www.cataniatoday

Fallimento Dentix, Codici: ecco cosa fare

Un altro duro colpo per i consumatori, ma guai a darsi per vinti.

Società dichiarata fallita

Il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Dentix, l’azienda odontoiatrica spagnola che dopo la fine del lockdown non ha riaperto le oltre 50 cliniche in Italia, ma l’associazione Codici, impegnata con un’iniziativa di tutela, invita i pazienti a non arrendersi.

Clienti abbandonati

“Da giugno, ovvero da quando è scoppiato il caso – affermano Ivano Giacomelli e Manfredi Zammataro, rispettivamente Segretario Nazionale e regionale di Codici – stiamo assistendo centinaia di pazienti che sono rimasti senza cure dopo l’improvvisa chiusura dei centri Dentix. Parliamo di situazioni estremamente delicate, sia dal punto di vista sanitario, in quanto molte persone lamentano forti dolori e problemi di salute, sia dal punto di vista economico, perché c’è chi ha pagato anche oltre 10mila euro per un intervento mai completato e, in alcuni casi, nemmeno iniziato. Al riguardo, rinnoviamo la richiesta di collaborazione fatta alle società finanziarie. Vista la gravità della situazione, è doveroso sospendere le rate”.

Cosa fare

L’associazione Codici invita i pazienti Dentix a non arrendersi ed indica i passi da seguire. “Il prossimo 17 febbraio si terrà la prima udienza in cui il Curatore Fallimentare ed il Giudice Delegato esamineranno le prime domande di ammissione al passivo. I clienti Dentix devono quindi fare domanda di insinuazione al passivo al Giudice Fallimentare per cercare di riavere quanto pagato per cure mai ricevute o non ultimate”.

Per presentare le domande c’è tempo fino al prossimo 18 gennaio. Codici è a disposizione dei clienti Dentix per fornire assistenza ed eventuali chiarimenti.

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Codici: Ryanair nega i rimborsi ai passeggeri delle aree rosse e arancioni

Si apre un nuovo caso sul fronte dei rimborsi per i biglietti aerei.

La divisione dell’Italia in aree

L’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, con la divisione dell’Italia in aree a seconda della gravità della situazione, sta infatti creando problemi ai passeggeri, in particolare quelli Ryanair.

Problemi per il divieto spostamenti

“Stiamo ricevendo segnalazioni – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – da cittadini delle aree rosse e arancioni, dove gli spostamenti da una Regione all’altra sono vietati. Nonostante il Dpcm, Ryanair sta negando il rimborso a chi non può più partire. È un abuso, perché siamo di fronte ad un caso di impossibilità sopravvenuta. Abbiamo già inviato una prima comunicazione alla compagnia affinché cambi rotta, tutelando i diritti dei passeggeri”.

Diritti negati

Tra i casi trattati dall’associazione Codici, c’è quello di un consumatore che aveva acquistato un volo per oggi dalla Puglia alla Lombardia. “Alla luce dell’ultimo Dpcm – dichiara Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – non può più partire e così ha contattato Ryanair. La compagnia ha risposto che il volo non è cancellato, quindi o parte o perde i soldi. Non è un comportamento corretto”.

Tutelare i consumatori

“Le compagnie aeree – aggiunge Gallotta – non possono ignorare le conseguenze delle nuove misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19, scaricando tutto sui consumatori. Il divieto di ogni spostamento in entrata e uscita dalla propria Regione per le aree rosse e arancioni significa che ai passeggeri è inibita la fruizione del biglietto. Per questo motivo i contratti di viaggi devono intendersi risolti per sopravvenuta impossibilità della prestazione. Non si può far finta di nulla, come Ryanair, a cui chiediamo il rimborso integrale dei passeggeri costretti a rinunciare al volo a causa dell’ultimo Dpcm”.

Assistenza per i rimborsi

I cittadini che si trovano nelle aree rosse o arancioni e sono costretti a rinunciare ad un volo a causa delle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm possono rivolgersi all’associazione Codici, che fornirà tutta l’assistenza necessaria per richiedere il rimborso del biglietto aereo. 

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