Codici e Aeci: Alitalia deve sbloccare i rimborsi

Codici e Aeci: Alitalia deve sbloccare i rimborsi
Le associazioni dei consumatori Codici ed Aeci invitano i consumatori a segnalare problemi con Alitalia per i rimborsi.

Ritardi e silenzi di Alitalia sul rimborso dei voli cancellati

Nessuna notizia del rimborso, difficoltà nel mettersi in contatto con il servizio assistenza. Sono le problematiche che stanno riscontrando diversi consumatori che hanno acquistato un biglietto con Alitalia per un volo che poi è stato cancellato a causa dell’emergenza Coronavirus. Segnalazioni che le associazioni Codici ed Aeci stanno raccogliendo attraverso “Voucher? No, grazie!”, la campagna di assistenza avviata per tutelare e riaffermare il diritto al rimborso dei consumatori.

La richiesta delle associazioni dei consumatori 

“Nonostante le promesse e gli impegni – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, Manfredi Zammataro, Segretario Regionale di Codici ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – il problema rimborsi non è stato ancora risolto. Ci sono consumatori che da mesi attendono una risposta e questo non è tollerabile. Ancora una volta siamo a chiedere un cambio di rotta alla compagnia, che deve fornire tempi certi e risposte chiare sui rimborsi. Al tempo stesso, invitiamo i consumatori a non rassegnarsi, ma a segnalare, perché il rimborso è un diritto”.

Assistenza per il rimborso Alitalia

Le segnalazioni sul mancato rimborso dei biglietti Alitalia possono essere inviate alle associazioni Codici ed Aeci scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com oppure a assistenza@euroconsumatori.eu.

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Codici: sulle bollette non bisogna dare i numeri

Codici: sulle bollette non bisogna dare i numeri

Intervento dell’associazione Codici per fare chiarezza sulle stime di Arera per il prossimo trimestre, con un invito ai consumatori a prestare attenzione alle offerte.

C’è chi parla di aumenti record, chi di rimbalzi. Le stime di Arera sul prezzo di luce e gas per il prossimo trimestre (leggi qui) hanno scatenato il solito caos di numeri che rischia soltanto di creare ancora più confusione nel mercato dell’energia, che per il consumatore è già di per sé una giungla in cui è facile perdersi. 

Le stime di Arera

“Stanno circolando troppe analisi sbagliate sulle previsioni fatte da Arera – dichiara Antonella Votta, esperta dell’associazione Codici in materia di energia – commenti che rischiano di portare fuori strada i consumatori. È vero che l’Autorità parla di aumenti, per la precisione +15,6% per elettricità e +11,4% per gas, ma questi dati vanno analizzati nel loro complesso. Dopo i forti cali dovuti al lockdown, c’è infatti una ripresa dei consumi e dell’economia, tant’è che nelle stime generali di Arera nel 2020 si prevedono risparmi per 207 euro all’anno per la famiglia-tipo rispetto al 2019”.

Il peso degli oneri di sistema 

“Il nodo centrale della questione – aggiunge Massimiliano Scalisi, esperto dell’associazione Codici in materia di energia – è rappresentato dalla spesa per gli oneri di sistema. È necessario un intervento urgente del legislatore per eliminare da essi costi non direttamente connessi con obiettivi di sviluppo sostenibile o di contrasto alla povertà. La bolletta energetica dei consumatori italiani è attualmente tra le più salate d’Europa, soprattutto a causa proprio degli oneri generali di sistema. Basti pensare che nel 2018 hanno gravato per circa 600 euro l’anno su ogni famiglia italiana”.

Occhio all’offerta 

“È arrivato il momento di una riforma seria – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Manfredi Zammataro, Segretario Regionale di Codici – e di un intervento forte per risolvere definitivamente il problema degli oneri di sistema. Ci aspettiamo segnali importanti in questa direzione, nel frattempo invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione alle bollette e, soprattutto, alle offerte che arrivano dagli operatori. Gli aumenti previsti da Arera riguardano il mercato di maggior tutela, ma saranno utilizzati dai venditori per proporre contratti per il mercato libero con maggiore insistenza. Occhio, dunque, alle proposte, perché dietro un prezzo allettante può nascondersi una clausola che in pochi mesi può far diventare salatissima la bolletta e liberarsene non è sempre semplicissimo”.

Polizze contraffatte, segnalati 5 siti irregolari

Polizze contraffatte, segnalati 5 siti irregolari

La distribuzione di polizze assicurative tramite i seguenti siti è irregolare. Le polizze ricevute dai clienti sono false e i relativi veicoli non sono assicurati.

Lo comunica l’Ivass, che fornisce gli indirizzi dei portali:

http://www.a3capital-assicurazioni.com
http://www.abm-assicurazioni.com
http://www.assione.org
http://www.pegaso-assicurazioni.com
http://www.rctemporanea.it

L’IVASS raccomanda di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet o telefono (anche via WhatsApp), soprattutto se di durata temporanea.
In particolare, l’IVASS consiglia ai consumatori di controllare, prima del pagamento del premio, che i preventivi e i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati e di consultare sul sito http://www.ivass.it:

  • gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenchi specifici per la r. c. auto, italiane ed estere);
  • il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI) e l’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea;
  • l’elenco degli avvisi relativi ai Casi di contraffazione, Società non autorizzate e Siti internet non conformi alla disciplina sull’intermediazione.

L’IVASS sottolinea, in particolare, che i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari e che sono irregolari anche i pagamenti effettuati a favore di persone o società, non iscritte negli elenchi sopra indicati.
I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center Consumatori dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì h. 8.30 – 14.30.
I siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari italiani che svolgono attività on-line devono sempre indicare:
a) i dati identificativi dell’intermediario;
b) l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica certificata;
c) il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.
I siti o i profili Facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.
Per gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (SEE) abilitatati ad operare in Italia il sito internet deve riportare, oltre ai dati identificativi, il numero di iscrizione nel Registro dello Stato membro di origine, l’indirizzo di posta elettronica, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria e la dichiarazione di abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

fonte: https://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/contraffazione/item/4878-polizze-contraffatte-segnalati-5-siti-irregolari.html?fbclid=IwAR0YJ8x8CjBycnLjl3c4thKfP2Q4HlnvPHBI4ngoS363uiwgzGi6DC9X538

“Gestione rimborsi scandalosa, anche da parte di Alitalia”

"Gestione rimborsi scandalosa, anche da parte di Alitalia"

Si allarga la verifica dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul comportamento delle compagnie aeree in merito alla cancellazione di voli a causa del Covid-19.

Dopo Alitalia e Volotea, l’Antitrust ha avviato quattro procedimenti istruttori, ed altrettanti subprocedimenti cautelari, nei confronti di Blue PanoramaEasyjetRyanair e Vueling

Le proteste dei consumatori

“Alla base dell’iniziativa dell’Autorità – sottolineano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, Manfredi Zammataro, Segretario Regionale di Codici ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ci sono le segnalazioni, sempre più numerose, dei consumatori. Lamentele che riguardano anche altre compagnie, come Alitalia, che si sta distinguendo per una gestione scandalosa dei rimborsi”. Sono le stesse proteste che le due associazioni dei consumatori stanno raccogliendo con la campagna “Voucher? No, grazie!”, avviata per tutelare chi, a fronte della cancellazione di un viaggio, non si è visto riconoscere il rimborso.

Voucher “obbligatorio”

“Pur essendo programmati per un periodo in cui non erano più in vigore i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi – proseguono Giacomelli, Zammataro e Marinelli – le quattro compagnie aeree hanno motivato la cancellazione dei voli con l’emergenza per la pandemia. Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato. Non solo. Non hanno nemmeno informato i consumatori sui loro diritti in caso di cancellazione, costringendoli anche a lunghe e costose attese per mettersi in contatto con un servizio di assistenza carente, in quanto difficilmente raggiungibile. Ci auguriamo che le verifiche dell’Antitrust portino ad una dura sanzione nei confronti di queste compagnie aeree, perché il trattamento riservato ai consumatori è inaccettabile”.

La campagna di assistenza 

I consumatori che si sono visti negare il diritto al rimborso per un viaggio, una vacanza o una gita scolastica cancellati a causa della pandemia possono richiedere l’assistenza legale di Codici ed Aeci. È possibile trovare tutte le indicazioni necessarie in questo articolo, ma è possibile richiedere ulteriori informazioni scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com.

Codici: Poste Italiane deve risarcire i consumatori

Codici: Poste Italiane deve risarcire i consumatori

Lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non consegnate in maniera diligente.

Sono i disagi patiti da tanti consumatori a causa del servizio fornito da Poste Italiane, segnalato in questi mesi dall’associazione Codici e ora sanzionato dall’Antitrust con una multa di 5 milioni di euro (leggi qui l’intervento dell’Agcm).

Il postino non suona più due volte

“L’Autorità ha confermato quanto denunciamo da tempo – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Manfredi Zammataro,Segretario Regionale di Codici – il servizio raccomandate fornito di Poste Italiane è scadente e riteniamo doveroso da parte dell’azienda risarcire i consumatori. Abbiamo raccolto tante proteste. Sono frequenti, infatti, i casi in cui il postino si limita a suonare al citofono e, senza aspettare l’utente, lascia un avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale. Un danno non indifferente per chi non può uscire di casa, pensiamo anche al periodo del lockdown, oppure per chi ha difficoltà a recarsi ad un ufficio postale per impegni di lavoro”.

I danni per il sistema giustizia

Altro capitolo importante, il servizio di ritiro digitale delle raccomandate. A differenza di quanto pubblicizzato, è utilizzabile solo per gli invii originati digitalmente e questo ha causato ritardi al sistema giustizia del Paese, dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia. Un fatto gravissimo. Ci auguriamo che con questa sanzione dell’Autorità, Poste Italiane avvii finalmente un processo in grado di portare ad un servizio efficace ed efficiente per i consumatori”.

Sportello segnalazioni 

L’associazione Codici continuerà a vigilare sull’operato di Poste Italiane. In caso di disservizi, è possibile inviare una segnalazione scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com.

Codici: assistenza ai consumatori e diffida a Leroy Merlin per le consegne in ritardo

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Consegne in ritardo e scarsa assistenza ai clienti. È la situazione che da diverse settimane contraddistingue Leroy Merlin, la nota azienda francese che opera nella grande distribuzione, specializzata in bricolage e fai-da-te, edilizia, giardinaggio, decorazione e arredo bagno.

Proprio sul sito internet e sulla pagina Facebook si registrano, sempre più frequenti, le proteste dei consumatori. Essi infatti lamentano tempi lunghissimi per ricevere il prodotto acquistato e l’impossibilità di avere informazioni chiare dal Servizio Clienti.

Segnalazioni raccolte dall’associazione Codici, che interviene con un richiamo forte a Leroy Merlin.

Diffida a Leroy Merlin per le consegne in ritardo

Abbiamo inviato una diffida all’azienda. – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Manfredi Zammataro, Segretario Regionale di Codici – Intimandole di porre fine a quella che, a nostro avviso, è una pratica commerciale scorretta.

Non è possibile dover aspettare oltre un mese per ricevere la consegna di un prodotto, inizialmente prevista nell’arco di un paio di settimane. E questo si sta verificando sia per chi ha fatto l’acquisto online sia per chi si è recato presso un punto vendita.

Altrettanto grave è il comportamento del Servizio Clienti. Ai consumatori vengono fornite risposte evasive, nessuna indicazione precisa sui tempi di consegna. Solo l’annuncio di un sollecito al reparto competente. I consumatori hanno diritto ad un trattamento ben diverso.

In molti casi parliamo di importi importanti. Ed il ritardo nella consegna sta causando problemi notevoli a chi attende un prodotto per poter completare i lavori nella sua abitazione”.

Codici ha attivato i suoi legali per fornire assistenza a chi sta avendo problemi con i tempi di consegna per un prodotto acquistato presso Leroy Merlin. È possibile richiedere l’intervento dell’associazione scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com.

fonte: https://www.lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/leroy-merlin-consegne-in-ritardo/?fbclid=IwAR0WvugcKcBBQUIsw-iJaeVb2rXABGBi9lpm6trGC-ZGV-Gimj2RnOYiC6M

Codici: investimenti svaniti nel nulla, è allarme tra i clienti Bprimes

Investimenti svaniti nel nulla, è allarme tra i clienti Bprimes
Denuncia e segnalazioni
Parliamo di una piattaforma che propone investimenti soprattutto in criptovalute, vantandosi di essere un punto di riferimento nel mercato italiano. La sede legale è alle Isole Marshall, dove non ci sono autorità deputate a vigilare sugli intermediari finanziari, e diversi risparmiatori stanno riscontrando problemi nell’incassare quanto guadagnato. L’associazione sta raccogliendo le segnalazioni dei consumatori e intanto ha sporto denuncia alle autorità competenti.
Lo schema 
“Il meccanismo utilizzato – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Manfredi Zammataro,Segretario Regionale Codici– è abbastanza semplice. Il cliente viene contattato e convinto a fare un primo investimento a fronte di un esborso quasi irrisorio, basti pensare che il minimo previsto è di 5 euro, e con spread bassissimi. Gli viene promesso, praticamente assicurato, un guadagno immediato e qui sorge il primo problema. Al risparmiatore giunge una comunicazione in cui viene annunciata la buona riuscita dell’investimento, ma sul conto non arriva nemmeno un euro. Il broker, però, ormai ha conquistato la fiducia del cliente, che lo segue in una spirale di investimenti sempre più cari”.
Bonus trappola e Servizio Clienti fantasma
“Nel caso Bprimes – aggiungono Giacomelli e Zammataro – c’è anche il ricorso ai bonus messi al bando dalle autorità europee, in quanto sono una trappola: una volta accettato, per ritirare i soldi bisogna prima fare un investimento 25 volte superiore al suo valore. E così centinaia, migliaia di euro sembrerebbero finire in un enorme buco nero, perché, stando alle segnalazioni che stiamo ricevendo, quando il risparmiatore decide di passare all’incasso, il broker si smaterializza”. Il Servizio Clienti è una giungla di numeri telefonici stranieri da cui è praticamente impossibile ricevere aiuto”.
Le insidie del trading online
“Stiamo assistendo alcuni clienti Bprimes – concludono Giacomelli e Zammataro – e vogliamo rivolgere un invito a chi riceve telefonate da società che propongono trading online: fate attenzione. L’investimento sicuro non esiste, diffidate da chi vi promette facili guadagni. Prima di affidare i propri soldi ad un broker, è importante verificarne la serietà, ad esempio con una ricerca su internet tra le recensioni dei siti specializzati oppure chiedendo aiuto alle associazioni dei consumatori, soprattutto quando ci si rende conto che i soldi guadagnati non arrivano sul conto, che i numeri di assistenza sono irraggiungibili”.

Assistenza legale 

I risparmiatori che hanno problemi con gli investimenti su Bprimes possono richiedere l’assistenza legale di Codici scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com.



Codici: il “pacco” in un SMS, occhio al finto messaggio di Poste Italiane

Codici: il “pacco” in un SMS, occhio al finto messaggio di Poste ItalianeCircola tramite SMS l’ultima truffa ai danni degli utenti.

Si tratta di un messaggio in cui si chiede di confermare le credenziali per la consegna in giornata di un pacco, altrimenti sarà rispedito al mittente. L’operazione deve essere eseguita cliccando un link, in cui compare il nome Poste Italiane.

L’associazione Codici invita gli utenti a non cliccare sul collegamento internet, ricordando che Poste Italiane non chiede mai, telefonicamente e attraverso email, tramite SMS o messaggi sui Social, di fornire password, dati delle carte, codici OTP, PIN, credenziali, chiavi di accesso all’home banking o altri codici personali.

Nel caso di dubbi, è possibile inviare una segnalazione all’associazione Codici scrivendo a sportellocodici.catania@gmail.com oppure contattare Poste Italiane all’indirizzo CERT@posteitaliane.it fornendo i dettagli della comunicazione sospetta.

Come difendersi dalle truffe online e in app

Come scrive sul proprio sito Poste Italiane, i rischi maggiori sono legati ai tentativi da parte di terze persone di carpire, attraverso artifizi o raggiri, i tuoi dati riservati (dati della carta di pagamento, utenza, password, codici di accesso e/o dispositivi).

Come difenderti

  • Ricorda che Poste Italiane S.p.A. e PostePay S.p.A. non chiedono mai i tuoi dati riservati (utenza, password, codici di sicurezza per eseguire una transazione, ad esempio codice OTP-One Time Password ricevuto via sms) in nessuna modalità (e-mail, sms, chat di social network, operatori di call center) e per nessuna finalità. Se qualcuno, anche presentandosi come un operatore di Poste Italiane S.p.A. o PostePay S.p.A., ti dovesse chiedere tali informazioni, puoi essere sicuro che si tratta di un tentativo di frode, quindi non fornirle a nessuno;
  • Non rispondere mai a e-mail, sms, chiamate o chat da call center in cui ti vengono chiesti i tuoi codici personali (utenza, password, codici di sicurezza, dati delle carte di pagamento);
  • Controlla sempre l’attendibilità di una e-mail prima di aprirla: verifica che il mittente sia realmente chi dice di essere e non qualcuno che si finge qualcun altro (ad esempio controlla come è scritto l’indirizzo e-mail da cui ti è arrivata);
  • Non scaricare gli allegati delle e-mail sospette prima di aver verificato che il mittente sia noto o ufficiale;
  • Non cliccare sul link contenuto nelle e-mail sospette; se per errore dovesse accadere, non autenticarti sul sito falso, chiudi subito il web browser;
  • Segnala a Poste Italiane eventuali e-mail di phishing inoltrandole all’indirizzo antiphishing@posteitaliane.it. Immediatamente dopo cestinale e cancellale anche dal cestino;
  • Digita direttamente l’indirizzo Internet https://www.poste.it/ nella barra degli indirizzi del web browser per visitare il sito di Poste Italiane;
  • Utilizza l’App per usufruire anche del servizio gratuito di push notification ed essere informato in tempo reale sulle operazioni di pagamento effettuate con il tuo conto corrente e le tue carte di pagamento. In alternativa attiva il servizio di notifica tramite SMS sul tuo telefono cellulare, gratuito per i pagamenti su siti internet e su app. Per ulteriori informazioni sul servizio consulta i fogli informativi nella sezione Trasparenza Bancaria del sito Poste.it;

Le associazioni dei consumatori chiedono chiarimenti sulla rete di banda larga

Nel nostro Paese, un’ampia fetta di popolazione non ha ancora accesso alla rete a banda larga.

Le associazioni dei consumatori chiedono chiarimenti sulla rete di banda larga

Questa indisponibilità è ulteriormente emersa con l’emergenza Covid-19, evidenziando come la connettività sia da annoverare quale bene primario e irrinunciabile.

 

La richiesta di incontro

È per questo motivo che le Associazioni Consumatori Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Confconsumatori, Codici, CTCU, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Movimento Consumatori, hanno inviato al Presidente del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, on. Alessia Morani, e per conoscenza al Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni, on. Mirella Liuzzi, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e ad Infratel Italia, la richiesta di un’audizione per essere messi a conoscenza dei tempi di realizzazione della rete di banda larga, del piano di investimenti e delle ragioni di eventuali ritardi.

 

 

fonte : https://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/telefonia/item/4820-le-associazioni-dei-consumatori-chiedono-chiarimenti-sulla-rete-di-banda-larga.html?fbclid=IwAR3drYPbT2LHyqua2ySv5piER_19Z7njwekRfz2CRud_YiB2ENBkh4wgbDs

Codici: ritardi nelle consegne e nessuna assistenza ai clienti da Iperceramica

Codici: ritardi nelle consegne e nessuna assistenza ai clienti da IperceramicaL’associazione Codici interviene al fianco dei consumatori che da alcuni giorni stanno avendo problemi con Iperceramica.

Parliamo di una grande catena italiana di negozi per la vendita di pavimenti, rivestimenti, parquet e arredo bagno, che ha punti in vendita in quasi tutte le regioni.

Consegne in ritardo

Nell’ultimo periodo diversi clienti stanno incontrando delle difficoltà con la consegna dei prodotti acquistati. Si tratta di ordini online già pagati, che l’azienda ritarda però a spedire giustificandosi con l’emergenza Coronavirus.

Problemi con il Servizio Clienti

 

“Il problema – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Manfredi Zammataro, Segretario Regionale Codici – è che i clienti che provano ad avere informazioni sul proprio ordine non ricevono risposte né all’email che inviano né dal Servizio Clienti. Un silenzio, sinceramente, preoccupante. È per questo motivo che abbiamo deciso di intervenire, segnalando il caso all’Antitrust affinché si faccia chiarezza sull’operato dell’azienda”.

Annullamento e rimborso

Anche perché, e non è un dettaglio, ci sono clienti che hanno urgenza di ricevere i prodotti e, visto il perdurare dell’attesa, vorrebbero annullare l’ordine, ma non riescono ad avere informazioni su come fare e su come richiedere il rimborso.

Dalla parte dei consumatori

I clienti di Iperceramica che si trovano in difficoltà con la consegna di un ordine possono richiedere l’assistenza dell’associazione Codici, inviando un’email all’indirizzo di posta elettronica sportellocodici.catania@gmail.com.

 

fonte :https://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/cronaca/item/4823-codici-ritardi-nelle-consegne-e-nessuna-assistenza-ai-clienti-da-iperceramica.html?fbclid=IwAR004uPyxshpYxmRTRcrh2shxkwN3ydzPhjZ89-fVU7_sxNCNcPpq-a_F08