Codici: Msc citata in Tribunale per una crociera da incubo

Una crociera da incubo, una storia incredibile.

La disavventura di padre e figlio

Gli sfortunati protagonisti sono padre e figlio, residenti a Torino, per i quali l’associazione Codici ha chiesto il risarcimento danni ed il rimborso delle spese sostenute per una disavventura che difficilmente dimenticheranno. I due avevano prenotato lo scorso anno una crociera a bordo della Msc Splendida, con imbarco il 12 marzo a Dubai e sbarco il 28 marzo a Civitavecchia, e per due mesi sono rimasti bloccati negli Emirati Arabi, a proprie spese.

La richiesta di conferme 

“Ai primi di marzo – spiega Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – in seguito all’aumentare dei casi di Covid19 in Italia, i nostri assistiti hanno chiesto più volte conferma della possibilità di cancellare il viaggio, anche perché convinti della soppressione delle tappe in Oman e Giordania. In tutta risposta, Msc gli ha inviato l’8 marzo, quindi pochi giorni prima della partenza, i biglietti per la crociera, senza avvisarli né della variazione dell’itinerario, con il conseguente diritto di recedere dal viaggio senza penali, né del divieto di imbarco imposto per i residenti in Italia”.

L’arrivo a Dubai 

Padre e figlio sono quindi partiti sicuri che la crociera si sarebbe svolta regolarmente, hanno raggiunto Dubai in aereo partendo da Roma con scalo a Budapest, ma una volta a destinazione per loro è iniziato l’incubo. “Dopo un’attesa di circa 5 ore al check-in – prosegue Gallotta – i nostri assistiti hanno appreso che non si sarebbero potuti imbarcare. Fatto ancora più grave, Msc li ha praticamente abbandonati, costringendoli a trattenersi negli Emirati Arabi. Sono rimasti lì per ben 54 giorni, solo il 4 maggio, infatti, sono riusciti a trovare un volo per il rientro in Italia”.

Risarcimento e rimborso 

“Quanto accaduto è inammissibile – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è ancor più inaccettabile il disinteresse mostrato dalla compagnia nel cercare di risarcire i due crocieristi. Per questo abbiamo deciso di portare Msc in Tribunale e nell’udienza fissata per il prossimo novembre a Torino chiederemo per i nostri assistiti il risarcimento danni ed il rimborso delle spese sostenute per la crociera, per la permanenza forzata negli Emirati Arabi e per il rientro in Italia. Chiediamo una condanna esemplare, che serva da monito a tutte le compagnie, perché non è possibile trattare in questo modo i consumatori, ignorando i loro diritti”.

 Assistenza consumatori

Quello delle crociere è uno dei settori su cui Codici fornisce assistenza. In caso di viaggi cancellati o modificati, rimborsi negati, penali imposte è possibile contattare l’associazione.

L’associazione Codici può supportarti, non esitare a contattarci!

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org

Telefono 0952180387

Codici: class action per il rimborso dei voli cancellati da Volotea

Una storia che si ripete. È quella dei voli cancellati causa Covid19, anche se la pandemia sembra più che altro una scusa.

Le cancellazioni di Volotea

L’ultimo caso riguarda Volotea, compagnia aerea finita nei radar dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e su cui l’associazione Codici sta fornendo assistenza ai consumatori. “Nell’estate scorsa – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – la compagnia ha cancellato circa 8.000 voli. Nello specifico, circa 3.500 a giugno, circa 3.000 a luglio e circa 2.000 ad agosto. La motivazione fornita da Volotea è stata la pandemia”.

Le giustificazioni

“In realtà – prosegue Giacomelli – la giustificazione dell’emergenza Covid19 è valida fino ad un certo punto, perché in diversi casi non erano in vigore limitazioni agli spostamenti. Il paradosso è che quando invece il divieto per gli spostamenti c’era, chi ha dovuto rinunciare al volo si è visto negare dalla compagnia il rimborso con la motivazione che non era stato cancellato. Un comportamento scorretto. Stiamo affiancando l’Antitrust nelle verifiche e, naturalmente, siamo al fianco dei viaggiatori, a cui stiamo fornendo assistenza perché ci sono diritti che non possono essere negati e ignorati”.

Rimborsi negati 

“C’è un altro aspetto grave in questa vicenda – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – ed è quello legato al rimborso. La norma prevede che al viaggiatore debba essere proposta un’alternativa: rimborso o riprotezione. Dalla compagnia, invece, è arrivata l’imposizione del voucher, come se non bastasse di un valore inferiore al biglietto acquistato. Chi ha provato ad avere chiarimenti, non è riuscito ad avere risposte dal servizio assistenza, né via chat né al telefono. La situazione si è protratta per mesi, tra l’altro in un quadro generale segnato dall’intervento di Enac, proprio sulla scia delle proteste e delle segnalazioni dei viaggiatori e delle associazioni dei consumatori, con il richiamo alle compagnie aeree a rispettare l’obbligo di rimborsare i passeggeri con voli programmati sugli aeroporti situati nelle zone rosse e arancioni e che, per motivi indipendenti dalla loro volontà, non potevano usufruire del volo”.

La class action 

I viaggiatori che hanno avuto problemi a causa della cancellazione di un volo Volotea a partire dal 13 maggio scorso possono richiedere l’assistenza di Codici. L’associazione ha avviato una class action per i rimborsi.

Per info: segreteria.sicilia@codici.org oppure telefonare al 0952180387

Codici: i pensionati non devono pagare per gli errori dell’Inps nei conteggi

Poche righe, sufficienti a gettare nel panico un pensionato.

L’Inps batte cassa

In questi giorni l’associazione Codici ha ricevuto segnalazioni e richieste di chiarimenti in merito ad una breve comunicazione con cui l’Inps impone la restituzione dell’importo maggiore erogato per la pensione. Un errore addebitato in automatico al pensionato, anche se non è detto che la responsabilità sia effettivamente di quest’ultimo.

Quando la richiesta non è legittima

“In alcuni casi – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – parliamo di somme anche considerevoli, migliaia di euro, e quindi è comprensibile la preoccupazione dei pensionati. Di fronte a queste situazioni, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Non è detto, infatti, che le somme richieste debbano essere restituite. Bisogna verificare che la richiesta sia legittima, nel qual caso è bene ricordare che il pagamento può essere rateizzato. Nel caso in cui, invece, la richiesta non fosse legittima, perché l’errore non è stato commesso dal pensionato, allora si aprono altri scenari.

Le sentenze dalla parte dei pensionati

“È l’istituto – conclude Giacomelli – che deve dimostrare di non aver sbagliato. Ci sono pronunce importanti da parte della Corte di Cassazione e del Tribunale di Roma, che fissano dei paletti che non possono essere aggirati. Il consiglio che rivolgiamo ai pensionati è di verificare la legittimità della richiesta, senza farsi prendere dal panico, perché non è detto che l’Inps abbia ragione”.

Codici è a disposizione con i suoi esperti per verificare la legittimità delle richieste dell’Inps. 

L’associazione Codici può supportarti nel caso di problemi con l’Inps per la pensione, non esitare a contattarci!

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org o telefonare al 095.2180387

Pignoramento di oltre 30mila euro abbattuto grazie a Codici

Un finanziamento non estinto è stato l’origine dell’incubo in cui è precipitata una signora di Catania, che, grazie all’intervento dell’associazione Codici attraverso la delegazione Sicilia, è riuscita a risolvere i suoi problemi.
“La signora che abbiamo assistito – spiega Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – era disperata perché aveva ricevuto un pignoramento di oltre 30mila euro sul proprio conto corrente da parte di un istituto di credito per un finanziamento non estinto per sopravvenuti problemi finanziari. In pochi anni gli interessi erano lievitati e la signora non sapeva come pagare. Dopo aver valutato attentamente il caso, abbiamo analizzato la richiesta della banca ed abbiamo riscontrato numerose illegittimità. Abbiamo così iniziato una serie di trattive con l’istituto, giungendo ad una transazione a saldo e stralcio per un importo complessivo di 8mila euro. Il risultato è che la nostra assistita ha ottenuto un risparmio di oltre 22mila euro nonché lo sblocco della propria busta paga”.
“È una bella storia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che abbiamo voluto rendere pubblica per far capire ai consumatori che è possibile difendersi dalle richieste delle banche ed in che modo agire per far valere i propri diritti. In situazioni come quella raccontata non bisogna farsi prendere dal panico, ma analizzare il caso, ricorrendo anche all’assistenza di un’associazione dei consumatori, che, come dimostra questa vicenda, può rivelarsi fondamentale”.
Quello dei pignoramenti è uno dei temi su cui l’associazione Codici fornisce assistenza. In caso di problemi con la propria banca è possibile rivolgersi all’associazione telefonando al numero 095.2180387 oppure scrivendo all’indirizzo email segreteria.sicilia@codici.org.

Codici: chiarezza e rimborsi per le mascherine U-Mask

L’associazione Codici ha lanciato una class action per tutelare i consumatori che hanno acquistato le mascherine U-Mask.

Procura e Antitrust

Un prodotto in voga, utilizzato da rappresentanti istituzionali, personaggi famosi e sportivi, finito sotto la lente della Procura di Milano per le reali capacità tecniche e sulla scrivania dell’Antitrust. “Abbiamo chiesto l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato– afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – perché ci sono degli aspetti da chiarire, considerando che di mezzo c’è la salute”.

Consumatori preoccupati e infuriati 

“Stiamo ricevendo tante segnalazioni da parte dei consumatori – aggiunge Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia –, c’è preoccupazione per l’inchiesta della Procura ed anche per l’intervento dei Nas di Trento, che hanno sequestrato il laboratorio analisi di Bolzano dove sono stati effettuati i testi sulla capacità di filtrazione delle mascherine. C’è anche rabbia, perché parliamo di prodotti non proprio economici, visto che le mascherine costano circa 30 euro ed un filtro circa 15 euro. Cifre che vanno moltiplicate, perché molti hanno ordinato più di una mascherina e si arriva anche ad acquisti di alcune centinaia di euro”.

Problema rimborsi

“Diversi consumatori – aggiunge Zammataro – stanno chiedendo il rimborso all’azienda, che però si rifiuta di riconoscerlo a chi ha aperto la confezione. Sinceramente lo troviamo assurdo oltre che ingiusto, perché è normale che quando si fa un acquisto online, una volta che si riceve il prodotto poi si apre la confezione per vedere com’è, per provarlo. La politica aziendale non rispetta il Codice del Consumo e questo è uno dei motivi alla base della class action che abbiamo avviato. L’altro punto è la reale capacità delle mascherine. Le informazioni sono poco chiare, i consumatori hanno diritto di sapere cosa stanno acquistando, a maggior ragione in un caso come questo in cui di mezzo c’è la salute”.

Come aderire alla class action 

La class action promossa da Codici per il rimborso e l’eventuale risarcimento dei consumatori va avanti. 

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org 
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Elettricità: dal 1° gennaio 2021 termina il servizio di tutela per le piccole imprese: Codici Sicilia attiva linea dedicata all’assistenza

Dal 1° gennaio 2021 comincia il progressivo passaggio obbligatorio dal servizio di maggior tutela al mercato libero dell’elettricitàsoltanto per le piccole imprese, mentre il servizio di maggior tutela proseguirà per famiglie e la generalità delle microimprese fino al 2022.

Dopo ampia consultazione con gli stakeholder, viene introdotto il ‘servizio a tutele graduali’ per le piccole imprese che nel nuovo anno non avranno ancora scelto un venditore del mercato libero. Un servizio per garantire la continuità della fornitura e lasciare il tempo necessario a scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

Il servizio a tutele graduali sarà rivolto alle impresetitolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione che rispondono alle caratteristiche di essere una piccola impresa in accordo alla definizione comunitaria (avere tra 10 e 50 dipendenti e un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di euro) o che abbiano un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15kW.

Per le piccole imprese (e per le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW), quindi, dal 1° gennaio 2021 la modalità principale di fornitura sarà il mercato libero, come previsto dalle direttive europee. Per i clienti domestici e le microimprese con tutti i punti di prelievo con potenza inferiore o uguale a 15 kW, la scadenza è fissata all’anno successivo, gennaio 2022.

Come funziona il nuovo servizio a ‘tutele graduali’

A partire dal 1° gennaio 2021, le piccole imprese e le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW nel mercato tutelato, laddove non abbiano sottoscritto un’offerta del mercato libero passeranno automaticamente e temporaneamente, senza interruzioni della fornitura, nel ‘servizio a tutele graduali’.
Nel periodo 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021 l’utenza sarà assegnata in modo transitorio al fornitore della maggiore tutela che già serve il cliente, con condizioni contrattuali coincidenti con quelle delle offerte PLACET già esistenti (contratti a Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela).
Il prezzo sarà in questa prima fase analogo a quello del servizio di maggior tutela che, per la parte della spesa per la materia energia, continuerà a riflettere le variazioni del prezzo dell’energia elettrica nel mercato all’ingrosso ma sarà basato sui valori consuntivi del PUN (il prezzo di riferimento dell’energia elettrica in Italia acquistata alla borsa elettrica). Tutte le altre componenti della bolletta continueranno a essere stabilite dall’Autorità.

Gli esercenti la maggior tutela contatteranno i clienti non domestici titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con potenza inferiore o uguale ai 15 kW per richiedere un’autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti dimensionali della microimpresa (cioè un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro).

Dopo il 1° luglio 2021, invece, ci sarà un’assegnazione a regime e il servizio a tutele graduali sarà erogato dagli esercenti selezionati attraverso specifiche procedure concorsuali (ripetute dopo tre anni) a livello di aree territoriali, con le condizioni contrattuali delle offerte PLACET.

Le condizioni economiche relative alla Spesa per la materia energia continueranno ad essere basate sui valori consuntivi del PUN, come nell’assegnazione provvisoria, e a comprendere corrispettivi a copertura degli altri costi di approvvigionamento e commercializzazione, con una parte definita in base agli esiti di aggiudicazione della gara.

In ogni caso, le piccole imprese riceveranno un’informativa dettagliata (da parte del proprio operatore) al momento dell’attivazione del servizio di tutele graduali a regime. Saranno applicate le condizioni stabilite dall’Autorità riguardo a modalità e tempistiche di fatturazione, contenuto dei documenti di fatturazione, garanzie da richiedere al cliente, tempistiche e modalità di pagamento, modalità di rateizzazione e di applicazione degli interessi di mora in caso di mancato pagamento da parte del cliente finale ecc.

Fonte: Arera

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Codici: i viaggiatori hanno diritto al rimborso per lo stop delle crociere natalizie

Tra le novità introdotte dall’ultimo Dpcm, ce n’è una che riguarda le crociere.

Cancellazioni per Natale e Capodanno

Si tratta della cancellazione dei viaggi per il periodo di Natale e Capodanno. Alla luce di questa decisione, l’associazione Codici richiama l’attenzione di istituzioni e compagnie per evitare brutte sorprese per i consumatori.

Rimborso integrale

“Lo diciamo chiaro e forte – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – i consumatori hanno il diritto di ottenere il rimborso integrale in denaro di quanto versato per le prenotazioni. Vigileremo affinché ciò avvenga, senza intoppi e senza richieste fuorvianti”.

Gli obblighi imposti dal Codice del Turismo

“A scanso di equivoci – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – ricordiamo che la normativa emergenziale che ha previsto, in deroga a quanto disposto dalle direttive UE e dal Codice del Turismo, la possibilità per gli operatori turistici di restituire con i voucher quanto versato dai consumatori senza necessità di accettazione da parte di questi ultimi, si applica ai soli contratti con esecuzione prevista tra l’11 marzo ed il 30 settembre 2020, la cui risoluzione, sia da parte del viaggiatore/passeggero che da parte del fornitore del servizio, sia stata effettuata entro il 31 luglio 2020. Trattandosi di partenze per un periodo successivo a quello previsto da tale normativa, per le cancellazioni per impossibilità sopravvenuta delle crociere di Natale e Capodanno si applica il Codice del Turismo, che prevede l’obbligo per l’organizzatore di offrire al consumatore il rimborso integrale in denaro dei pagamenti effettuati per il pacchetto, senza applicazione di alcuna spesa a qualsiasi titolo”.

Info e assistenza

Chi ha prenotato una crociera per il periodo delle festività natalizie e ha problemi con il rimborso può richiedere l’assistenza dell’associazione Codici.

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Codici: azione di classe per chi ha acquistato gli iPhone che non resistono all’acqua

L’associazione Codici raccoglie segnalazioni per un’azione di classe con cui chiederà il risarcimento di chi ha acquistato un iPhone che non resiste all’acqua, come invece reclamizzato, e non ha ricevuto assistenza in garanzia.

Multa milionaria dell’Antitrust

Due pratiche commerciali scorrette per un totale di 10 milioni di euro. A tanto ammontano le sanzioni inflitte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad Apple Distribution International e ad Apple Italia S.r.l. per i messaggi promozionali sulla capacità di resistenza all’acqua di diversi modelli di iPhone e per la mancata assistenza ai consumatori.

Le segnalazioni dei consumatori

“Siamo parte del procedimento – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e stiamo raccogliendo le segnalazioni di chi ha avuto problemi con Apple. Promuoveremo un’azione di classe per il doveroso risarcimento. Questa è una vicenda paradigmatica di quanto possa essere ingannevole la pubblicità”.

I modelli verificati

Nei messaggi promozionali sui modelli iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 proMax veniva esaltata la resistenza dello smartphone all’acqua per una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro, a seconda del modello, e fino a 30 minuti. Secondo l’Antitrust, nei messaggi non si chiariva però che questa proprietà è riscontrabile solo in specifiche condizioni, per esempio durante determinati e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi. Inoltre, la contestuale indicazione del disclaimer “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”, dati gli enfatici vanti pubblicitari di resistenza all’acqua, è stata ritenuta dall’Autorità idonea a ingannare i consumatori non chiarendo a quale tipo di garanzia si riferisse, se convenzionale o legale, né è stata ritenuta in grado di contestualizzare in maniera adeguata le condizioni e le limitazioni dei claim sulla resistenza all’acqua.

Il problema dell’assistenza

Altra criticità riscontrata, il rifiuto di Apple di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati dall’introduzione di acqua o altri liquidi, ostacolando l’esercizio dei diritti riconosciuti dal Codice del Consumo.

Fare attenzione alla pubblicità

“Questa vicenda – dichiara Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – deve servire da insegnamento ai consumatori. Prima di acquistare un prodotto è importante verificarne le caratteristiche, senza farsi incantare, e ingannare, dalla pubblicità. E in caso di problemi, bisogna far valere i propri diritti, perché ci sono e non possono essere ignorati”.

Codici sta avviando una azione di classe per tutelare i consumatori che hanno avuto problemi con i modelli di iPhone su cui si è concentrato l’intervento dell’Antitrust.

Per informazioni scrivere a segreteria.sicilia@codici.org

UNA VIA D’USICTA AI DEBITI ESISTE!

🆘 Mai come in questo momento storico, i DEBITI rappresentano un vero e proprio INCUBO per famiglie, imprenditori e cittadini, tartassati dalle richieste, spesso illegittime, di Banche, Istituti di Credito e Finanziarie. ‼️

Quello che spesso non si sa però è che una VIA DI USCITA esiste ed è la LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO (Legge n. 3 del 27 gennaio 2012) che permette a chi è in gravi difficoltà economiche di liberarsi dai debiti, riducendone l’ammontare, e dilazionando i pagamenti, attraverso un’apposita procedura presso il tribunale

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